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L’Autorità ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro: “Il comportamento di Poste provoca danni non solo ai consumatori, ma anche al sistema giustizia del Paese”

Francesca Marras

Mancata consegna delle raccomandate e promozione ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge, per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate.

Poste Italiane, le indagini dell’Antitrust

In particolare l’Autorità ha accertato che il tentativo di recapito delle raccomandate non viene sempre esperito con la tempistica e la certezza enfatizzate nei messaggi pubblicitari, venendo, peraltro, frequentemente effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge.

 

“Poste Italiane – prosegue l’Antitrust – talvolta utilizza per comodità il deposito dell’avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario“.

I reclami dei consumatori

Secondo quanto rilevato dall’Autorità, risultano essere numerosissimi i reclami dei consumatori che hanno segnalato il mancato tentativo di consegna delle raccomandate, anche quando avevano la certezza di essere stati presenti nella propria abitazione. Come, ad esempio, le persone costrette a casa in quanto portatrici di handicap o per l’emergenza sanitaria durante il lockdown.

“La conseguenza di detti comportamenti, in relazione ai quali Poste Italiane non ha adottato le dovute misure di controllo e correttive – spiega l’Antitrust – provoca un inammissibile onere a carico dei consumatori, costretti a lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non diligentemente consegnate”.

Poste Italiane, Antitrust: omissioni informative

L’Autorità ha accertato, inoltre, la sussistenza di omissioni informative anche nei messaggi pubblicitari di promozione del servizio di ritiro digitale delle raccomandate, in quanto non viene chiarito che tale servizio è utilizzabile per i soli invii originati digitalmente.

“Le condotte descritte provocano, inoltre, gravi danni al sistema giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia citate nel provvedimento”, spiega ancora l’Antitrust.

Data l’estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori, la sanzione è stata irrogata nella misura massima.

“Tuttavia – prosegue – la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo“.

UNC: le multe devono essere superiori all’illecito guadagno

“Ottima notizia. Una vittoria dei consumatori, che da anni denunciano disservizi e disagi per il recapito delle raccomandate. Un servizio che è sempre sistematicamente e progressivamente peggiorato negli anni” afferma Massimiliano Donapresidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Purtroppo, come ammette la stessa Antitrust, per colpa del legislatore è una vittoria parziale. Da sempre chiediamo di togliere il tetto alle multe di tutte le Authority e di prevedere che le sanzioni siano sempre, per legge, superiori all’illecito guadagno, altrimenti non potranno mai avere alcun effetto deterrente. Ma il nostro ripetuto appello, presentato anche sotto forma di osservazioni alla legge sulla concorrenza a Camera e Senato, è rimasto inascoltato. Speriamo che ora il grido dell’Antitrust sia sentito” conclude Dona.

Codacons chiede un incontro ai vertici di Poste

“Da tempo i consumatori denunciavano al Codacons la mancata consegna delle raccomandate presso le abitazioni, con i cittadini che si ritrovavano avvisi di giacenza ed erano costretti a recarsi agli uffici postali per il ritiro della corrispondenza, con inevitabili disagi e perdite di tempo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una pratica scorretta quella di Poste che ha prodotto un palese danno materiale ad una moltitudine di soggetti, che ora devono essere risarciti”.

Per tale motivo il Codacons chiede un incontro urgente ai vertici di Poste Italiane, finalizzato a valutare il caso e studiare forme di indennizzo in favore degli utenti dei servizi postali.