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I giovani sono sempre più attenti all’ambiente e preoccupati per le sorti del pianeta. Cosa sono disposti a fare: usato, car sharing, cibo di stagione

Giovani sempre più attenti all’ambiente. Sull’onda della mobilitazione generale dei Fridays for Future, ma anche di un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale e alla necessità di tutelare il pianeta, i giovani manifestano un’attenzione crescente per i temi ambientali.

«Per più di un giovane italiano su tre (38%) l’ambiente rappresenta l’emergenza principale subito dopo il lavoro, tanto che nell’ultimo anno ha modificato profondamente i propri comportamenti iniziando ad acquistare abiti o accessori usati, utilizzando il carsharing per i piccoli spostamenti, condividendo spazi di lavoro con altre persone o l’auto per i lunghi tragitti».

 

È quanto sostiene l’indagine Coldiretti-Ixe’ su “La svolta green delle nuove generazioni” presentata in occasione della consegna degli Oscar Green, il premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro con i giovani protagonisti italiani del Green Deal.

Giovani generazioni e svolta green

Gli agricoltori parlano dunque di svolta green per un giovane su tre. Alla domanda “cosa saresti disposto a fare per tutelare l’ambiente?” le risposte sono varie e tendono a privilegiare i prodotti a km zero e di stagione e la riduzione drastica della mobilità privata.

«Tra i comportamenti che gli under 35 sono pronti ad adottare pur di tutelare l’ecosistema – afferma Coldiretti – c’è in testa il mangiare cibi a km zero, indicato dal 77%, seguito dall’andare a piedi invece che in macchina o in moto (64%), dalla rinuncia all’utilizzo dei condizionatori (56%), dallo spendere di più per acquistare solo prodotti alimentari biologici (56%), fino addirittura a rinunciare a vacanze che prevedono viaggi aerei (33%). Non è un caso che le tematiche ambientali siano spesso o addirittura spessissimo al centro delle conversazioni del 64% dei giovani sotto i 25 anni, contro una media generale del 48%».

L’attenzione alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente porta quasi un giovane su due (48%) a chiedere le manette per i responsabili di danni ambientali come sversamento di petrolio in mare o inquinamento dei terreni, mentre un 52% vorrebbe una grossa multa e il ripristino a sue spese e solo un 2% eviterebbe di punire gli autori del misfatto con la scusa che ciò metterebbe a rischio posti di lavoro. Al contrario per quasi sei giovani su 10 (59%) proprio il rispetto della natura e della sostenibilità crea nuova occupazione.