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di Gabriella Lax

Se l'acqua dal rubinetto di casa non è potabile, addirittura esce arrugginita, allora non si dovrà pagare l'intero importo dovuto. Torniamo sulla sentenza di Cagliari n. 1453/2018 nella quale, nel caso di specie, è stabilito il pagamento di una bolletta a tariffa ridotta per l'utente, dando voce ai due legali, avvocati Massimiliano Podda e Giacomo Cau, che hanno seguito il caso fino alla pronuncia dell'importante decisione del giudice di pace.

 

La vicenda

Tutto ha inizio quando un utente si accorge che l'acqua che esce dai rubinetti dell'abitazione è sporca, e non sembra potabile. L'utente preleva dei campioni di acqua che fa esaminare in un laboratorio, dalle analisi risulta un'acqua sporca e non potabile.

Nel frattempo riceve una sostanziosa bolletta da mille euro da pagare per l'acqua non utilizzabile, facendo presente di essere disposto a pagare, l'utente chiede al contempo che possano essere ricalcolati gli importi a causa della non potabilità. Non si trova però un accordo con il gestore idrico unico.

Come si è arrivati alla pronuncia del giudice di pace?

«Relativamente alla pronuncia del giudice di pace, evidenziamo come, nel corso della istruttoria espletata, sono state prodotte in giudizio diverse analisi chimiche dell'acqua che veniva erogata in casa del cliente/attore. Queste analisi sono state effettuate da laboratori autorizzati e specializzati nel settore, che rilevavano l'impossibilità di un utilizzo domestico dell'acqua. A corredo dell'istruttoria, poi, veniva, su nostra richiesta al giudice - commentano a Studiocataldi.it i legali che hanno seguito la causa - escusso a testimonianza un operatore tecnico del gestore idrico, il quale confermava le nostre tesi difensive ed, in particolare, il fatto che l'acqua si presentasse sia da un punto di vista olfattivo che visivo (era color ruggine), malsana».

Che genere di ripercussioni potrà avere questa decisione?

«Per quanto riguarda le ripercussioni, giova premettere come questo tipo problematica nel nostro territorio è, purtroppo, frequente. L'importanza della sentenza in oggetto rileva in particolare perchè in passato i tentativi di ottenere una riduzione tariffaria per il motivo portato in causa non ottenevano riscontro giudiziale positivo, anche per la difficoltà di dare prova dell'effettiva impossibilità di utilizzare l'acqua per uso domestico». Da ciò discende, concludono gli avvocati Podda e Cau, «come, questo precedente consentirà ad altri utenti che si trovano nella medesima condizione di ottenere, eventualmente, una riduzione tariffaria sul medesimo presupposto, ovviamente dimostrando quanto asserito».