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“La città di Reggio Calabria, nonostante la task force messa in atto recentemente dal Vicesindaco Armando Neri, continua ad esser invasa dai rifiuti.  Si tratta di uno “spettacolo” talmente deprimente che porta in modo particolare forestieri e turisti a conservare il ricordo di una città non solo sporca ma anche incapace di sfruttare le sue notevoli potenzialità turistiche.” E’ quanto sostengono il Presidente dell’Associazione “Cittadini per il cambiamento”, Nuccio Pizzimenti e il Presidente dell’“Unione nazionale consumatori Calabria”, Saverio Cuoco che aggiungono: “Recentemente, i Capigruppo di maggioranza in Consiglio Comunale, preoccupati che la presenza sempre più diffusa di cumuli di spazzatura potrebbe impoverire l’immagine della città e causare potenziali danni all’ambiente e ai cittadini, attraverso un comunicato stampa, hanno cercato di addossare la responsabilità unicamente all’Avr, la società che per conto del Comune gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti.

Al di là delle responsabilità, strumentali o meno, attribuite dai Capigruppo di maggioranza all’Avr, resta il fatto che il Comune di Reggio Calabria dovrebbe ugualmente predisporre delle iniziative per salvaguardare l’ambiente e scongiurare il pericolo, alla popolazione amministrata, di subire conseguenze sotto l’aspetto igienico-sanitario. Poiché ogni nucleo familiare, per avere garantito un regolare servizio per la raccolta differenziata dei rifiuti ha sottoscritto con il Comune di Reggio Calabria un contratto, che prevede il pagamento di un tributo, per giunta molto salato, gli utenti hanno il diritto di pretendere che la raccolta e il relativo smaltimento dei rifiuti avvenga in modo puntuale e regolare. Ci sono zone della città in cui la raccolta dei rifiuti, specialmente dell’umido, non avviene per giorni e l’aria circostante diventa talmente ammorbata dall’olezzo nauseabondo che alimenta nei reggini la consapevolezza che il sistema porta a porta, voluto dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Falcomatà, è stato un vero e proprio disastro per la città. Topi, scarafaggi ed insetti vari, sono aumentati a dismisura, mentre da parte dell’Asl, dell’Ordine dei Medici e delle istituzioni che per legge hanno competenze in materia, dobbiamo dire che non si sono registrate iniziative ed interventi mirate a scongiurare il pericolo di potenziali epidemie. I giornali on-line e la carta stampata giornalmente mettono in evidenza, con fotografie molto eloquenti, che la presenza di cumuli di spazzatura in città si è trasformato in un fenomeno talmente diffuso che è diventato difficile se non addiritura impossibile gestire. Siamo arrivati al punto che cittadini educati e maleducati, civili e incivili, si trovano ormai nelle stesse condizioni. Al fine di tutelare gli utenti, l’”Associazione Cittadini per il cambiamento” e l’”Unione Nazionale Consumatori Calabria”, hanno deciso di promuovere un’azione collettiva che prevede l’invio, al Comune di Reggio Calabria, di un modulo attraverso il quale i medesimi utenti potranno richiedere la riduzione del 50% della TARI. Questa iniziativa trova sostegno nella sentenza della Corte Costituzionale n° 22531/2017 e nelle sentenze di numerose Commissioni Tributarie. Il principio di fondo della sentenza della Suprema Corte è basato sul fatto che se il pagamento della tassa non corrisponde all’erogazione di un servizio efficiente l’importo è dovuto solo in parte ed i cittadini hanno diritto allo sconto della tassa sui rifiuti in quanto il disservizio potrebbe causare rischi per la salute e per l’ambiente. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che, “il grave e perdurante disservizio, anche nei casi in cui il Comune non ha alcuna colpa per il caos nella raccolta, consente di ottenere una riduzione della TARI, che non si configura come un risarcimento né una sanzione nei riguardi del Comune, ma serve solo a riequilibrare il rapporto tra la somma da pagare e i costi del servizio”. Pertanto, gli utenti che hanno intenzione di richiedere al Comune la riduzione della Tari, - concludono Pizzimenti e Cuoco - potranno scaricare l’apposito modulo attraverso il sito dell’associazione “Cittadini per il cambiamento” oppure lo potranno ritirare presso le sedi delle rispettive associazioni”.