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55mila controlli e oltre 390 notizie di reato. Bellanova: “Continuare a contrastrare la contraffazione e impedire che sulle tavole arrivino prodotti nocivi per la salute”

Francesca Marras

L’Italia è leader nel campo delle eccellenze agroalimentari con 861 prodotti riconosciuti dall’UE, ma sono anche tanti i tentativi di truffa e contraffazione a danno della qualità, della sicurezza alimentare e dell’ambiente.

55mila controlli, 513 interventi fuori dei confini nazionali e sul web; oltre 390 notizie di reato, circa 72 milioni di kg di merce sequestrata per un valore di oltre 301 milioni di euro.

 

È il bilancio dell’attività operativa dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) del Mipaaf contro frodi e contraffazioni del made in Italy a danno dei consumatori. Dati che confermano l’ICQRF come principale Autorità italiana antifrode nell’agroalimentare e ai vertici mondiali per numero di controlli in diverse produzioni (Vino, Olio, Bio, formaggi).

I controlli sul web

Sul web, in particolare, agisce per tutelare i prodotti di qualità italiani a DO (Denominazione di origine) e IG (Indicazione geografica), attraverso la collaborazione con le principali piattaforme mondiali dell’e-commerce. Grazie alla continua collaborazione con i tre web market Alibaba, Amazon ed Ebay, ICQRF ha attivato nel 2019 ben 340 interventi a tutela delle produzioni italiane, con il 99% di successi: 254 prodotti in vendita su e-Bay, 65 quelli su Amazon e 21 su Alibaba.

“Dobbiamo continuare a contrastare su tutti i versanti l’illegalità, la contraffazione e i furti di identità – ha dichiarato la ministra Teresa Bellanova – per sostenere e valorizzare sempre più le nostre Dop, Igp e Stg, in Italia, all’Estero e sul web, e impedire che sugli scaffali dei negozi e sulle tavole dei consumatori, in Italia e dovunque, arrivino prodotti contraffatti e nocivi per la salute invece che riconosciuti e riconoscibili, grazie alla corretta etichettatura e tracciabilità”.

L’ICQRF continua inoltre a svolgere le sue attività di controllo sulle produzioni e sugli operatori agroalimentari dei 57 Comuni della “Terra dei fuochi”, a garanzia della qualità dei prodotti campani. Nel 2019 oltre la metà dei controlli (63%) ha riguardato i settori dell’agroalimentare maggiormente a rischio: ortofrutticolo, conserviero, lattiero-caseario e vitivinicolo. Elevato è il tasso di irregolarità nel settore lattiero-caseario, dove è stata riscontrata in particolar modo una mancata adozione di sistemi idonei a garantire la tracciabilità del latte di bufala prodotto quotidianamente.