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I claim emergenti sono i “saranno famosi” nel carrello della spesa degli italiani. L’Osservatorio Immagino segnala le novità sulle etichette dei prodotti. Sono i  senza polifosfati, senza uova, senza latte, e i prodotti con zinco e iodio

Sabrina Bergamini

claim emergenti sono i “saranno famosi” sulle etichette dei prodotti che compriamo. Sono quelle caratteristiche che si affacciano in etichetta come novità ma che già promettono un futuro successo, perché accolti con favore dai consumatori.

Un claim emergente era ad esempio il “senza antibiotici” degli esordi, un’indicazione che ora si trova con buona frequenza su uova e prodotti di carne e vede vendite in aumento. “Senza antibiotici” pesa poco sul paniere complessivo dei prodotti ma ha successo. E quale sono le ultime novità in materia di etichette?

 

A indicare i nuovi claim emergenti è l’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che analizza come le etichette dei prodotti (alimentari e non) indicano i cambiamenti nei consumi degli italiani. E fotografa i consumi degli italiani proprio a partire dalle etichette.

Nell’ultimo numero l’Osservatorio analizza fra l’altro l’andamento particolare di due categorie di prodotti, il free from e il rich in, che vedono vendite in aumento e una serie di “claim emergenti” che si stanno affermando. Aumentano i prodotti che si presentano come privi di polifosfati, di latte o di uova. Crescono i prodotti che segnalano in etichetta di apportare iodio, zinco e magnesio. Sono le due grandi novità dei due panieri del “senza” e dei prodotti “arricchiti”.

Il paniere dei prodotti “senza”, o free from

Torna a crescere, evidenzia l’Osservatorio Immagino, la domanda dei prodotti free from. Sono i prodotti “senza qualcosa”, caratterizzati dall’assenza di qualche ingrediente. È il mondo del senza sale, senza coloranti, senza zucchero o con poco zucchero, senza olio di palma, senza grassi idrogenati, senza Ogm e via dicendo. Sono 17 claim in tutto.

L’anno che si chiude a giugno 2020 (quello esaminato dal dossier) si chiude con vendite in aumento del 2,2%. I free from sono in tutto oltre 13 mila prodotti che hanno sviluppato un giro d’affari vicino ai 6,9 miliardi di euro, pari al 25,4% del fatturato totale del paniere alimentare dell’Osservatorio Immagino.

A guidare la crescita dei claim free from nell’ultimo anno, si legge nel dossier, sono un gruppo di claim su tutti: “senza antibiotici”“ridotto contenuto di zuccheri”“senza additivi” “senza glutammato”.

Le vendite dei prodotti con il claim “pochi zuccheri” hanno segnato più 5% e quelli “senza zuccheri aggiunti” registrano un aumento del 9,8%. Crescono del 5,5% le vendite del paniere del “senza additivi”.

«L’analisi condotta dall’Osservatorio Immagino sugli ultimi 12 mesi – si legge nel rapporto – evidenzia l’escalation dei prodotti “non fritti” (+8,7% le vendite a valore, capitanate dagli estrusi), di quelli “senza lievito” (+2,0%, trainate da farine, sostitutivi del pane e panetti croccanti) e di quelli “senza aspartame” (+7,0%, con i dolcificanti in testa)».

Il “senza antibiotici”

Pesa poco nel paniere totale ma ha successo il claim senza antibiotici, che segna un aumento di vendite superiore al 50%.

Il “claim più performante”, dice l’Osservatorio, è infatti il  “senza antibiotici”, che «a giugno 2020 ha totalizzato il 51,7% di vendite in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Un risultato determinato sia dall’ampliamento del +15,3% dell’offerta sia dalla maggiore rotazione dei prodotti con questo claim (+36,4%), in particolare di prodotti avicunicoli, affettati e uova fresche».

Saranno famosi: senza polifosfati, senza latte e senza uova

Ci sono poi i “saranno famosi” del free from. I nuovi claim dei prodotti “senza” sono le diciture senza polifosfati, senza latte e senza uova.

«I prodotti che indicano l’assenza o la non aggiunta di “polifosfati” hanno visto crescere le vendite del +8,9% in 12 mesi, grazie al traino delle categorie in cui questi claim sono più diffusi, come affettati, würstel, salumi a cubetti e formaggi fusi in fette».

C’è una crescita notevole dei prodotti presentati come privi di latte, anche aggiunto: più 11,9% in un anno, con vendite spinte soprattutto da salumi e würstel senza latte e derivati. I prodotti etichettati come senza latte sono cresciuti molto anche fra i gelati vegetali multipack e i panini da hamburger/ hot dog.

Il terzo claim emergente è il “senza uova“, presente soprattutto nella pasta senza glutine, nei biscotti per l’infanzia, in maionese, biscotti salutistici e pasta fresca. Le vendite dei prodotti senza uova sono aumentate del 2% in un anno soprattutto per il trend positivo delle vendite di biscotti salutistici, pasta fresca e snack ai cereali senza glutine.

Rich in: le novità sono iodio e zinco

Il mondo del rich in presenta invece in etichetta claim accomunati dalla presenza in assoluto o in forma maggiore di qualcosa. Sono i prodotti “con vitamine”, “ricco di fibre”, “con Omega 3”, “integrale”, “ricco di ferro” e così via. Si tratta di oltre 8200 prodotti che hanno sviluppato un giro d’affari di oltre 3,2 miliardi di euro, il 4,2% in più rispetto all’anno precedente.

Quali sono i claim emergenti del rich in? Le tre novità presenti sulle etichette sono quelle che rivendicano la presenza di magnesio, zinco e iodio.

I prodotti che esibiscono in etichetta la presenza di iodio hanno registrato un balzo annuo delle vendite del 9,5% grazie soprattutto a carni bianche elaborate (come cotolette, cordon bleu e panati vari), passate di pomodoro e fette biscottate.

Il bilancio è positivo anche per i prodotti che segnalano la presenza di zinco: le vendite sono aumentate del 5,1%, in particolare per l’apporto di integratori e complessi multivitaminici, caramelle, biscotti integrali/multicereali, acque aromatizzate e frutta secca.

C’è infine un andamento a due velocità per i prodotti con magnesio. Il calo annuo (meno 1,7%) dipende soprattutto dalla diminuzione delle vendite di integratori. Il claim però segnala una crescita in alcuni prodotti indicati come “fonte di magnesio” come i biscotti integrali/multicereali e semi di chia, girasole, sesamo, zucca.