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Continua la tendenza alla discesa dei prezzi per l’rc auto che segna meno 1,5% su base annua. Fra Napoli e Aosta la differenza è del 195% ma in discesa negli anni

Sabrina Bergamini

Continuano a diminuire i prezzi per la garanzia rc auto. La tendenza decrescente indica una flessione dell’1,5% su base annua. Il premio medio pagato per la rc auto, per i contratti stipulati o rinnovati nel secondo trimestre del 2019, è di 405 euro. Con forti differenze fra gli assicurati e a livello territoriale (e questo non rappresenta una novità).

Il 50% degli assicurati paga meno di 362 euro, il 90% meno di 628 euro mentre solo il 10% degli assicurati può fruire di una rc auto inferiore a 226 euro.

 

Sono i dati sull’andamento dei prezzi per la garanzia rc auto nel secondo trimestre 2019 fotografati dall’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nel bollettino statistico Iper di settembre. La diminuzione dei prezzi è maggiore al Sud e nelle isole. Rimangono forti differenze territoriali, anche se in diminuzione. E si consolida la diffusione della scatola nera.

Prezzi in calo…

Oltre al proseguimento del trend decrescente dei prezzi, l’Ivass segnala che i prezzi della rc auto diminuiscono di più al Sud e nelle Isole. E così a Enna, Caltanissetta, Catanzaro e Vibo Valentia si riducono in media del 4,5% mentre a Roma nell’ultimo anno i prezzi sono diminuiti del 4%. Soltanto in 13 province i prezzi aumentano in modo contenuto, fino a un massimo dell’1,6%.

… con forti differenze territoriali

I prezzi sul territorio seguono un andamento molto eterogeneo. Fra la provincia più costosa e quella meno costosa, cioè fra Napoli e Oristano, passano in media 316 euro di differenza.  Ci sono cinque province che esibiscono un prezzo medio superiore a 500 euro (sono Massa-Carrara, Pistoia, Caserta, Prato e Napoli). E Napoli è l’unica provincia con un prezzo medio superiore a 600 (614 euro).

Il prezzo imponibile medio di Napoli è circa 2 volte (195%) quello di Aosta ma cinque anni fa il rapporto era addirittura del 236%: negli ultimi cinque anni, calcola l’Ivass, il differenziale si è ridotto del 36% passando da 370 a 235 euro.