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Nel secondo trimestre del 2020 il prezzo medio della garanzia rc auto è stato di 383 euro, in calo del 5,4% su base annua. Sono circa 22 euro in meno

Sabrina Bergamini

Effetto Covid sui prezzi dell’rc auto. Nel secondo trimestre dell’anno il prezzo medio della garanzia rc auto è stato di 383 euro, in flessione del 5,4% su base annua. Sono circa 22 euro in meno. Questa la valutazione dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sul Bollettino Statistico Iper.

La riduzione è conseguenza, in gran parte, delle restrizioni alla circolazione durante il lockdown, del calo dei numero di contratti e di un maggior uso della scatola nera.

 

Il calo dei prezzi rc auto è tanto o poco? Le associazioni dei consumatori non esultano. Per il Codacons si tratta infatti solo di un effetto Covid a fronte delle perdite legate al fatto che le auto non potevano circolare. Per l’Unione Nazionale Consumatori, la flessione doveva essere più consistente.

Ivass: rc auto in flessione del 5,4%

I dati dell’Ivass parlano dunque di una rc auto di 383 euro in media e di un calo del 5,4% su base annua. C’è una grande variabilità su base mensile che, spiega l’Istituto, «probabilmente riflette le restrizioni alla circolazione disposte in conseguenza della pandemia. Nel mese di aprile il premio si è ridotto del 5,9% mentre a maggio e giugno la riduzione è stata rispettivamente del 5,4% e del 4,9%».

«La diminuzione dei prezzi durante il trimestre – prosegue l’Ivass – riflette altresì una riduzione del 3,4% del numero di contratti (nel solo mese di aprile le sottoscrizioni sono state inferiori dell’8,6% rispetto all’analogo del periodo dell’anno precedente), un maggior utilizzo della scatola nera e un aumento della percentuale di sconto di tariffa».

Rc auto, l’andamento dei prezzi

Altre dinamiche presenti nel Bollettino dicono che la metà degli assicurati paga meno di 343 euro e il 10% meno di 212 euro. La riduzione dei prezzi è maggiore nel Sud Italia (a Catanzaro arriva al meno 8,5%) rispetto alle province del Nord e Centro Italia (Bolzano e Isernia -2,1%).

C’è poi tutto il tema della differenza di prezzo fra province, che continua ad attenuarsi ma rimane comunque consistente. L’Ivass  parla di una convergenza. Il differenziale di prezzo al netto delle imposte tra Napoli e Aosta è ora pari a 217 euro (460 euro rispetto ai 243 euro), in flessione del 40% dal secondo trimestre del 2014,

La scatola nera ormai è presente in quasi un quarto delle polizze, anche in questo caso con forti differenze provinciali. Il 22% delle polizze stipulate nel secondo trimestre del 2020 prevede una clausola di riduzione del premio legata alla presenza di scatola nera. La sua diffusione varia però dal 65% di Caserta al 4% di Bolzano.

Oltre nove assicurati su dieci, pari al 91,8%, beneficia di uno sconto, che in media è di oltre 160 euro.

Codacons: solo effetto lockdown

Il prezzo medio dell’rc auto è scesa solo per effetto del lockdown, che ha fatto calore il numero di contratti stipulati (meno 8,6% ad aprile) e bloccato la circolazione. Questo il commento del Codacons per il quale ogni assicurato ha già parso circa un centinaio di euro di assicurazione per le misure legate all’emergenza.

«Se si calcola che in Italia risultano attualmente assicurate 39 milioni di autovetture, il danno economico per l’intera categoria degli automobilisti raggiunge la cifra record di 3,9 miliardi di euro per l’intero periodo di lockdown – dice l’associazione –  Tutto ciò mentre è crollata l’incidentalità sulle strade italiane come conseguenza dei limiti agli spostamenti, con enormi vantaggi economici per le compagnie di assicurazioni».

Il bicchiere dunque è “mezzo vuoto” perché, dice il presidente Codacons Carlo Rienzi, «se da un lato le tariffe sono calate nel secondo trimestre del 2020, dall’altro gli automobilisti devono ancora vedersi restituire 3,9 miliardi di euro di premi pagati durante il lockdown nonostante le auto non potessero circolare».

UNC: calo deludente dei prezzi rc auto

Per l’Unione Nazionale Consumatori il calo del prezzo medio rc auto è «insufficiente e deludente, per non dire vergognoso. È evidente – dice il presidente Massimiliano Dona – che il lockdown avrebbe dovuto far precipitare il prezzo dell’rc auto nel secondo trimestre».

«Se si considera – prosegue – che gli italiani sono rimasti fermi per ben 69 giorni, dal 10 marzo al 17 maggio compresi, ossia fino a quando non si sono consentiti gli spostamenti liberi in regione, allora l’importo dell’rc auto dovrebbe calare su base annua di 76 euro a polizza, ossia quasi 3 volte e mezza rispetto ai 22 euro resi noti oggi dall’Ivass. Nel secondo trimestre il lockdown è durato per ben 47 giorni, ossia più della metà dei giorni del trimestre stesso. Senza contare che, al di là del divieto di spostamenti, anche dopo il 18 maggio gli italiani si sono spostati il minimo indispensabile, consentendo un grande risparmio alle compagnie assicurative per il crollo dei sinistri».