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L’Ivass diffonde i dati dell’assicurazione rc auto 2018. Il prezzo medio pagato è di 333 euro per le auto, in calo dell’1,2% rispetto all’anno precedente

Sabrina Bergamini

Ci sono oltre 250 euro di differenza fra l’assicurazione auto media pagata a Napoli rispetto a quella di Bolzano. Nel 2018 l’rc auto in media è stata di 333 euro a livello nazionale, con una flessione dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Sono i dati diffusi oggi dall’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nei numeri ufficiali sulla responsabilità civile auto e natanti per il 2018.

Il quadro generale dice che ci sono 42,2 milioni di veicoli assicurati, di cui 39,3 milioni con imprese vigilate dall’IVASS e 2,9 milioni con imprese estere in regime di stabilimento e di libera prestazione di servizi.

 

Rc auto, prezzo medio 333 euro ma…

Il riparto dei veicoli dice che il 75,6% dei veicoli assicurati è costituito da autovetture, il 9,3% da autocarri e motocarri, il 7,4% da motocicli, il 2,1% da ciclomotori, il 2,6% da macchine agricole e l’1% da natanti. Il 50% dei veicoli assicurati è ubicato al Nord, il 22% al Centro e il 28% nel Sud e nelle Isole.

Sul versante dell’rc auto pagata dai consumatori, «il prezzo medio effettivamente pagato (al netto di oneri fiscali e parafiscali) per le autovetture è stato di 333 euro, in diminuzione dell’1,2% sul 2017. Il prezzo più basso è pagato a Bolzano (236 euro), quello più elevato in provincia di Napoli (493 euro)».

Per i motocicli, il prezzo medio dell’assicurazione è di 233 euro, con la punta minima di Bolzano (144 euro) e il massimo a Napoli (471 euro). Per i ciclomotori, invece, il prezzo medio pagato è stato di 159 euro con minimi a Udine (89 euro) e massimi a Caserta (358 euro).

Ancora: il 76% dei sinistri sulle autovetture vengono pagati entro l’anno. La velocità di liquidazione di questi sinistri è in crescita rispetto al 2017 (75%), con l’83% a Cuneo ed il 63% a Bolzano.

UNC: bene ma non basta

Il calo dell’rc auto va bene ma non basta, dice l’Unione Nazionale Consumatori.

«Intanto perché i consumatori pagano anche le imposte, decisamente troppo elevate, poi perché sborsiamo sempre più degli altri Paesi europei e infine perché permangono ancora troppe disparità territoriali, che non sempre corrispondono ad un maggiore tasso di sinistrosità – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Anche se, rispetto alle differenze tra Bolzano e Napoli, la soluzione non può essere la tariffa media nazionale ora in discussione in Parlamento. Si tratterebbe, infatti, delle vecchie compensazioni tra province già bocciate, che rientrano dalla finestra sotto forma di tetto di aumento del 20%».

Secondo l’UNC le compagnie finirebbero per compensare i minori introiti che vengono da alcune province sugli altri automobilisti.