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I batteri antibiotico-resistenti uccidono ogni anno in Europa circa 30.000 persone, delle quali un terzo Italiani, con una perdita economica, fra spese sanitarie e perdita di produttività, di circa 1,5 miliardi di euro (CE 2017/C 212/01). Nel prossimo ventennio diventeranno la prima causa di morte (OMS), superando fra le cause di morte i tumori.

 

Uno studio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblicato su The Lancet Infectious Diseases stima che il peso di queste infezioni sia paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e Hiv/Aids messi insieme.

Lo studio mostra anche che il 39% delle infezioni letali è causato da infezioni da batteri resistenti ad antibiotici di ultima opzione come carbapenemi e colistina. Questo incremento rispetto al 2007 è preoccupante perché quando questi antibiotici non sono efficaci, diventa difficile trattare le infezioni.

In Italia il consumo di antibiotici è molto elevato, siamo al quinto posto in Europa e le percentuali di antibiotico-resistenza sono fra le alte. Il problema interessa anche la sicurezza alimentare e il nostro Paese è ancora ai primi posti per la quantità di antimicrobici utilizzati negli animali per la produzione di carni per uso alimentare (Ministero Salute 2014).

In occasione della World Antibiotic Awareness Week, che dal 12 novembre si concluderà il 18 con la Giornata Europea degli Antibiotici, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) mette in evidenza il pericolo che coinvolge soprattutto i neonati.

I neonati, precisa la SIN, sono biologicamente suscettibili alle infezioni perché l’immaturità del loro sistema immunitario li rende vulnerabili all’attacco di batteri: il 40% dei tre milioni di decessi neonatali ogni anno nel mondo è dovuto a infezioni.

I dati di sorveglianza sulle resistenze batteriche fra i neonati sono attualmente limitati a singoli Centri di assistenza, o a singole Regioni, ma la percezione attuale è che batteri Gram Negativi come Klebsiella e Escherichia coli stiano emergendo quali responsabili di un terzo dei casi di infezione generalizzata. Nel 18% dei casi l’infezione è provocata da batteri resistenti, e la mortalità è doppia di quella dovuta a germi non selezionati (circa 20% Vs 10%).

La tendenza all’aumento dell’antibiotico-resistenza nel nostro Paese potrà essere invertita solo creando una complicità fra Strutture e Organizzazioni volte alla cura dei pazienti.

Tra le priorità della Società Italiana di Neonatologia del prossimo triennio, vi sarà sicuramente quella di fornire ai Neonatologi che operano, sia in Ospedale sia sul territorio, gli strumenti per un utilizzo il più possibile corretto degli antibiotici, sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche fornite dalla letteratura internazionale, attraverso l’attuazione di politiche di stewardship antibiotica.