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Si è svolto l’11 Giugno scorso presso la sala F. Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria il convegno su: “Endometriosi diagnosi e alimentazione consapevole per il benessere delle donne”, con il patrocinio della Regione Calabria stessa.

L’endometriosi costituisce uno dei problemi patologici più delicati dell’universo femminile caratterizzata dalla presenza di endometrio in zone al di fuori della cavità uterina o in altre zone del corpo femminile, normalmente nelle pelvi.

L’endometriosi può colpire le donne sin dalla prima mestruazione ed eccezionalmente anche nell’infanzia, costituendo la prima causa di infertilità.

 

Oggi in Europa le donne affette da endometriosi sono oltre 14 milioni; oltre 3 milioni in Italia, oltre 100.000 in Calabria.

Risale al 9 febbraio 2005 una delibera del parlamento europeo, indirizzata ai paesi membri per la prevenzione e trattamento dell’endometriosi

Recepita dal Senato italiano con la pubblicazione dell’indagine conoscitiva, svolta dalla XII commissione “igiene e sanità” dal titolo (fenomeno dell’endometriosi come malattia sociale)

Nel corso di questi anni Margherita Iellamo consigliere nazionale della prima associazione ONLUS di pazienti, si è prodigata affinchè l’endometriosi fosse riconosciuta come malattia cronica ed invalidante ed inserita nelle tabelle LEA.

In Calabria dopo diversi incontri, con le autorità preposte, (Margherita Iellamo audita dalla III Commisione riguardante la legge il 31-7-2018), veniva approvata dal Consiglio regionale la legge 15/10 “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi ed istituzione del registro regionale”.

Sono intervenuti al convegno dell’11 giugno scorso, la Dott.ssa Francesca Cartellà dell’associazione psicomotricisti funzionali che ha moderato l’incontro;

l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria e del Centro difesa del malato che ha evidenziato alcune disfunzioni nel Servizio Sanitario Nazionale;

sulla diagnosi della patologia il Dott. Stefano Palomba primario Ginecologia G.O.M-Reggio Cal. ha sollevato la necessità di un centro multidisciplinare all’interno del Grande Ospedale metropolitano della citta;

Il Dott. Rosario Idotta, responsabile area chirurgica della casa di cura Villa Aurora, da anni impegnato nella prevenzione con progetti pilota nelle scuole e coautore di un libro sulla patologia;

la Dott.ssa Patrizia Pellegrini, naturopata e bioterapeuta, nutrizionale, ha suggerito l’uso corretto di alcuni alimenti, finalizzati a disinfiammare l’organismo e alleviare determinati sintomi dell’endometriosi.

Il tavolo dei relatori comprendeva anche altre figure di specialisti tra cui la Dott.ssa Angela Puntorieri Biologa e patologa che evidenziava l’importanza dei biomarcatori ematici, la Dott.ssa Eva Gerace Psicologa e Psicoterapeuta, che rilevava l’importanza del sostegno psicologico nella donna affetta da endometriosi, il Dott. Claudio Albino Fisioterapista, che rimarcava l’importanza della ginnastica del pavimento pelvico e la Dott.ssa  Simonetta Neri farmacista, che forniva i consigli da dare prima della somministrazione del farmaco analgesico.

Erano altresì presenti al convegno in rappresentanza del Dipartimento tutela della salute Regione Calabria, la Dott.ssa Amelia Crucitti che nell’intervento ha fatto un resoconto dell’iter della legge15/10 riguardante l’endometriosi e il Dott. Enzo Leotta che si è tanto adoperato affinche’ l’evento potesse avere una location adeguata all’evento.

La serata è stata allietata dalla musica con il contributo della pianista Alessandra Colavito.

Durante il corso di questi anni di lavoro, ha concluso Margherita Iellamo, abbiamo trattato l’argomento con tanti specialisti coinvolti nella tematica della patologia, al fine di contribuire al benessere delle donne affette da endometriosi, anche se rimane ancora molto da fare per colmare le lacune del servizio sanitario nazionale, evidenziando una distribuzione non omogenea sul territorio nazionale dei centri di diagnosi, ponendo fine ai fenomeni di migrazione sanitaria e conseguentemente di schiavitù sanitaria lungo la direttrice Sud-Nord.