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Organizzazione mondiale della Sanità e Commissione europea uniscono le forze per promuovere le vaccinazioni. In Europa, nei primi sei mesi dell’anno, segnalati già 90 mila casi di morbillo

Sabrina Bergamini

Il morbillo è tornato. La fiducia della popolazione nei vaccini in molti casi si è incrinata. Un bambino su dieci in tutto il mondo continua a non essere vaccinato. In questo contesto, sul quale impatta la diffusione di una buona dose di disinformazione, la Commissione europea e l’Organizzazione mondiale della Sanità uniscono le forze per promuovere le vaccinazioni.

 

E così ieri a Bruxelles si è svolto il primo vertice mondiale sulla vaccinazione con l’obiettivo di «accelerare l’azione a livello mondiale per arrestare la diffusione di malattie a prevenzione vaccinale e battersi contro la diffusione della disinformazione sui vaccini nel mondo».

La diffusione del morbillo

I promotori chiedono di aumentare gli sforzi per fermare malattie che possono essere prevenute con i vaccini.

«Negli ultimi 3 anni 7 paesi, di cui 4 nella regione europea, hanno perso lo status di paese in cui il morbillo è stato debellato – dicono da Bruxelles e dall’Oms – I nuovi focolai sono il risultato diretto di carenze nella copertura vaccinale, anche tra gli adolescenti e gli adulti che non sono mai stati sottoposti a vaccinazione completa».

Qualche volta si dice che i vaccini sono vittime del loro stesso successo. Ma la situazione è preoccupante, se si considera che in molti Stati della Ue sta aumentando il rifiuto dei vaccini, insieme alla scarsa fiducia sulla loro sicurezza e sulla loro efficacia – ripetutamente ribadite invece dalle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. La mancanza di fiducia si ripercuote negativamente sui tassi di copertura, fondamentali per garantire l’immunità di gruppo e dunque la protezione dalla malattia.

Il caso del morbillo è emblematico. Quest’anno, rivela l’Organizzazione mondiale della Sanità, i casi segnalati di morbillo hanno raggiunto fino ad ora il numero più elevato registrato a livello globale dal 2006.

«L’impennata dei casi di morbillo iniziata nel 2018 è proseguita nel 2019, con circa 90 000 casi segnalati nel primo semestre dell’anno nella sola regione europea dell’OMS e oltre 365 000 nel mondo. Questi dati semestrali superano già i totali annuali dal 2006».

Un sondaggio Eurobarometro di aprile rivela che quasi la metà dei cittadini dell’UE (48%) pensa che i vaccini possano produrre spesso effetti indesiderati gravi, il 38% ritiene che possano causare le malattie dalle quali proteggono e il 31% è convinto che possano indebolire il sistema immunitario. Sono dati sui quali pesa anche la disinformazione sui vaccini.

«Dopo molti anni di progressi, siamo a un punto di svolta critico. Assistiamo al ritorno del morbillo e 1 bambino su 10 continua a non ricevere le vaccinazioni essenziali per l’infanzia – ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità – Possiamo e dobbiamo rimetterci in carreggiata, e ci riusciremo solo garantendo che tutti possano beneficiare del potere dei vaccini e se i governi e i partner investiranno nell’immunizzazione in quanto diritto per tutti e bene sociale. È giunto il momento di intensificare gli sforzi per sostenere la vaccinazione in quanto parte essenziale della salute per tutti».