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Claudia Ciriello

Non può lasciare indifferenti il dato emerso dall’ultimo Rapporto Unicef pubblicato in occasione dell’ultima settimana mondiale delle vaccinazioni, svoltasi dal 24 al 30 aprile 2019. Stando alle cifre del rapporto Unicef sarebbero troppi i bambini nel mondo colpiti dal morbillo per non essersi vaccinati.

 

L’Italia in questa classifica dell’Unicef occupa il quinto posto con un numero di casi da morbillo pari a435 mila, preceduta dagli Stati Uniti, in pole position, con 2,5 milioni di piccoli che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino tra il 2010 e il 2017 e quindi non sono protetti dalla possibilità di contrarre la malattia e da Francia e Regno Unito, rispettivamente con 600mila e 500mila bimbi non vaccinati. In diversi Paesi europei le coperture vaccinali stanno aumentando, ma c’è ancora molto da fare, anche secondo le evidenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I dati emersi sul morbillo palesano una sempre maggiore necessità di vaccinazione al fine di evitare che alcune malattie, oggi ritenute debellate, possano tornare. Importante nel nostro Paese il punto di vista dell’Istituto Superiore di Sanità che ricorda come la vaccinazione sia fondamentale per prevenire eventuali decessi e proteggere da malattie gravi.

E’ in questo contesto che torna il tema della obbligatorietà dei vaccini con particolare riferimento alla data del 10 luglio 2019, termine ultimo per dimostrare la regolarità con le vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.

Per l’anno scolastico 2019-2020 non ci sono in cantiere proroghe, ma resta in essere la scadenza prevista dalla legge Lorenzin del 10 luglio sull’obbligo vaccinale, approvata nel luglio 2017.

Quali sono i vaccini obbligatori?

Sono dieci le vaccinazioni obbligatorie per legge: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. La legge prevede l’obbligo vaccinale per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, anche alle scuole elementari, medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

Cosa succede di fatto il 10 luglio 2019?

I genitori dei piccoli studenti hanno l’obbligo di presentare entro tale data i certificati di avvenute vaccinazioni per le iscrizioni scolastiche, come previsto dalla normativa vigente – Legge Lorenzin. A tale proposito però sono intervenuti di concerto, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, precisando che essendo stata istituita una Anagrafe nazionale vaccinale, viene meno per i genitori l’obbligo di presentare presso le scuole di appartenenza dei loro bambini, le certificazioni previste.

L’Anagrafe vaccinale permetterà di verificare direttamente accedendo ai dati in essa contenuti, eventuali anomalie o irregolarità del sistema che, nel caso, dovranno essere tempestivamente sanate. I genitori contattati dalla scuola dovranno così produrre l’evidenza del certificato cartaceo dimostrando così di essere in regola con la vaccinazione obbligatoria prevista per legge. A oggi mancano all’appello solo le province autonome di Trento e Bolzano che quanto prima si adegueranno all’Anagrafe istituita dal Ministero. Per ora possiamo solo attendere l’apertura delle scuole per vedere se l’Anagrafe avrà funzionato. Nel frattempo un consiglio utile per quei genitori scettici e preoccupati delle conseguenze del vaccino è quello di informarsi e parlarne con il proprio pediatra in modo da avere un quadro medico quanto più completo possibile.