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Il consumo di antibiotici in Italia è in calo, ma è ancora superiore alla media europea. Si concentra soprattutto fra i bambini e gli anziani, nei primi quattro anni di età e dopo i 75 anni. Ma “una parte rilevante di prescrizioni potrebbe essere evitata”, considerata anche l’oscillazione stagionale del consumo di antibiotici, che è influenzata dalle infezioni virali nei mesi freddi e da alcuni picchi di influenza registrati in alcuni anni. Il Rapporto nazionale sull’uso degli antibiotici fatto dall’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, fotografa la situazione al 2017.

Sono ancora troppo poche le donne italiane che aderiscono ai programmi di screening per il tumore del seno. Solo il 56% ha eseguito la mammografia, l’esame salvavita in grado di diagnosticare precocemente la malattia. Un fenomeno che preoccupa dal momento che la neoplasia ogni anno provoca ancora in tutta la Penisola oltre 12mila decessi.

E si registrano ancora forti differenze territoriali. Nel Mezzogiorno, dove l’adesione agli screening è inferiore rispetto al Settentrione, la sopravvivenza è leggermente più bassa. Nelle Regioni del Sud si attesta all’85% mentre in quelle del Nord all’88%.

Fra poco sarà primavera e non appena le condizioni climatiche diverranno più miti le piante cominceranno a produrre polline e per le persone allergiche cominceranno i fastidi. Tralasciando le altre allergie (alimentari, da acari, da sostanze chimiche, farmaci, ecc) ci limitiamo a parlare di quelle provocate da polline e per la descrizione riprendiamo la definizione fornita nel sito Epicentro, dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Dal prurito al naso alla congestione nasale, dalla congiuntivite al mal di testa, dalla tosse fino all’asma. Sono questi i principali disturbi che caratterizzano l’allergia da polline, la più comune forma allergica tipicamente diffusa durante il periodo primaverile. Sono circa 20 milioni le persone che in Italia soffrono di disturbi legati alle allergie stagionali, di cui circa 1 milione e 200.000 sono bambini. Colpa dei pollini, che da marzo a giugno aumentano la loro concentrazione soprattutto nelle giornate soleggiate e ventose.

di Gabriella Lax

Sul tema vaccini ministro alla salute Giulia Grillo è stata inflessibile. Il tempo delle proroghe è finito, dunque previsto dalla legge Lorenzin, da oggi non potranno entrare negli asili nido e per l'infanzia i bambini che non hanno presentato il certificato vaccinale.

Vaccini, niente asilo senza certificato

Se per oltre la metà della popolazione dell’Unione europea (il 54,9%) le spese mediche non sono un peso, in Italia il 28,9% dei cittadini dichiara che spendere per curarsi incide decisamente troppo sul budget familiare, percentuale che sale fino al 38,8% quando arriva il momento di aprire il portafoglio per pagare le cure dentistiche e al 19,2% per l’acquisto delle medicine.

Secondo i dati Eurostat, riferiti all’anno 2017, per il 33,9% dei 508 milioni di abitanti dei Paesi Ue la spesa sanitaria è stata in qualche modo onerosa, per l’11,2% molto onerosa, per il 54,9% per niente onerosa.

Quando si soggiorna all’estero una delle preoccupazioni più comuni è cosa fare qualora, in caso di incidente o di problemi di salute, si debba ricorrere a cure mediche. Anche se ci si trova in Paesi europei spesso si tratta di situazioni complicate da gestire, e non solo per via della lingua diversa. L’ostacolo principale, infatti, è riuscire a comunicare al personale sanitario della struttura a cui ci si rivolge il proprio quadro clinico. Per ovviare a questa problematica a inizio febbraio la Commissione europea ha presentato una serie di raccomandazioni ai Paesi membri affinché collaborino per creare un sistema sicuro – in linea con quanto previsto dal Gdpr (General Data Protection Regulation) – che permetta ai professionisti sanitari di avere accesso ai documenti sanitari elettronici dei loro pazienti, a prescindere dallo Stato di provenienza di quest’ultimi purché sia dell’Ue.