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L’UNC Calabria annuncia l’avvio di un’azione collettiva dopo l’emissione dell’ordinanza Sindacale n° 29 del 08 maggio 2018, che ha dichiarato la non potabilità dell’acqua ed il conseguente mancato utilizzo della stessa per scopi potabili, nel comprensorio ricadente tra la zona del Calopinace a sud della città, sino all’Annunziata a nord della stessa ed a monte sino a San Paolo alla rotonda.

E’ quanto sostiene l’avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’associazione, ritenendo che le istituzioni ad oggi non hanno fornito alcuna rassicurazione, né sulla normalizzazione dei parametri alterati, nè sulla riduzione del canone idrico per le famiglie che ricadono in tale perimetro cittadino bel delimitato dall’ordinanza sindacale.

 

A seguito della richiesta di accesso agli atti dell’UNC Calabria all’ASP di Reggio Calabria (in virtù della normativa in materia di accesso alle informazioni ambientali), si evince che già a decorrere da febbraio 2018 l’esito dei risultati analitici dei campioni di acqua potabile prelevati ed analizzati dall’ASP, erano sfavorevoli e pertanto non  conformi alla normativa vigente e allertavano le istituzioni comunali a procedere ad una serie di operazioni quali: 1) revisionare le opere di presa e le relative fonti di adduzione; 2) revisionare e pulire i serbatoi; 3) revisionare la rete idrica interessata; 4) effettuare la clorazione continua; 5) adottare tutte le misure idonee finalizzate al contenimento dei parametri in eccesso rispetto alla normativa di riferimento.

Successivamente poiché l’ASP continuava a rilevare la non conformità dei campioni di acqua prelevati, impartiva al Comune di Reggio Calabria, il divieto di utilizzo dell’acqua per consumo alimentare e lo invitava a darne ampia diffusione anche a mezzo stampa.

La sequenza dei fatti così come rappresentata dalla documentazione fornita dall’ASP, pone conseguentemente alcuni interrogativi e precisamente: quali misure sono state adottate dal comune di Reggio Calabria a seguito delle indicazioni fornite dall’ASP? Perché l’ordinanza sindacale della non potabilità dell’acqua è stata emessa solo l’08 maggio 2018 quando la non potabilità era stata già rilevata a febbraio 2018? Perché a tutt’oggi, nessuna informazione viene data ai cittadini sulla potabilità dell’acqua nel perimetro interessato?

Eppure in tali casi è previsto il monitoraggio costante di tali valori, nonché l’adozione immediata di tutte le misure idonee, atte a ripristinare immediatamente la regolarità dei valori alterati.

Ribadiamo che la trasparenza non è mai troppa soprattutto quando si tratta di salute e i consumatori hanno il diritto ad avere in tale ambito un’adeguata informazione.

Ricordiamo che in tale periodo le famiglie reggine, nonché bar, ristoranti, esercizi pubblici, strutture sanitarie, scuole, ecc. ecc. hanno dovuto sopportare enormi difficoltà per sopperire, anche con sacrifici economici, al disagio dovuto al mancato utilizzo dell’acqua corrente.

E proprio su tale aspetto, il Comune a tutt’oggi non ha fornito alcuna rassicurazione neanche sulla riduzione del canone idrico, a seguito dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua nelle zone interessate dalla stessa.

L’associazione pertanto ha avviato un’azione collettiva per i cittadini delle zone interessate dall’ordinanza sindacale di non potabilità dell’acqua e chiederà la riduzione degli importi di pagamento del servizio idrico a seguito dei disagi patiti, così come previsto dalla normativa vigente, l’inadempimento di un contratto di somministrazione stipulato con il Comune, ma  altresì il rimborso delle spese e dei disagi sostenuti nel reperimento di fonti alternative come l’acquisto obbligato di acqua imbottigliata per scopi potabili e per il consumo alimentare (bere e cucinare), comprovati anche dagli scontrini per l’acquisto della stessa.

Inoltrerà altresì un esposto alla Procura della Repubblica, perché accerti la sussistenza di eventuali reati nel ritardo di comunicazione della non potabilità dell’acqua ed eventuali omissioni nell’adozione di misure idonee finalizzate al contenimento dei parametri in eccesso rispetto alla normativa di riferimento.

Chi volesse aderire all’azione collettiva, potrà contattare l’ufficio legale dell’associazione ai seguenti recapiti telefonici 3494505014 – 3288310045.