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Gli italiani si muovono poco. Meno dell’11% va in bici e il 41% fa tragitti a piedi per recarsi a scuola, a lavoro e per gli spostamenti quotidiani. La fotografia ISS sulla mobilità attiva della popolazione

Sabrina Bergamini

In bici e a piedi: fa bene, ma gli italiani si muovono poco. Meno dell’11% della popolazione va in bici, quasi il 41% fa tragitti a piedi per gli spostamenti abituali, per andare a lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani.

Nel periodo 2016-2019 il 44% delle persone 18-69enni intervistate pratica mobilità attiva e dichiara di aver usato la bicicletta o di essersi spostato a piedi per spostarsi. La “mobilità attiva”, l’attività fisica raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, riguarda in tutto meno della metà della popolazione italiana.

 

Mobilità, i dati ISS sulla popolazione

I dati vengono dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Sistema di Sorveglianza PASSI sulla popolazione adulta del periodo 2016-2019.

Per mobilità attiva si intende l’uso della bicicletta o la scelta di andare a piedi a lavoro, a scuola, negli spostamenti di tutti i giorni. L’alternativa all’auto privata non è molto diffusa fra gli italiani, se si considera che meno dell’11% a livello nazionale va in bici per gli spostamenti quotidiani, mentre poco più di 4 persone su 10 fanno tragitti a piedi. Con forti differenze nazionali, fra l’altro, che “premiano” per comportamenti un po’ più virtuosi soprattutto le regioni del Nord Italia.

In bici negli spostamenti quotidiani

Solo l’11% degli adulti residenti in Italia (per la precisione, il 10,7% a livello nazionale) utilizza la bicicletta per andare a lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani. Questa abitudine è più diffusa fra i giovani di 18-24 anni, fra gli uomini, fra le persone senza difficoltà economiche e alto livello di istruzione, e tra gli stranieri.

I dati sono disomogenei a livello regionale. Fra le zone più “virtuose” c’è il Nord Italia, con picchi del 26,6% nella Provincia autonoma di Bolzano. Sono sopra la media nazionale Emilia Romagna (20,3%), Friuli Venezia Giulia (18%), Piemonte (12,8%), Provincia di Trento (15,8%), Toscana (15,3%) e Veneto (21,1%).

Maglia nera invece, con pochissimi cittadini che si spostano in bicicletta, per gran parte delle altre regioni, con punte minime del 3,8% in Molise, del 4,4% in Basilicata, del 4,6% in Calabria, del 5% nel Lazio. Chi si muove in bicicletta lo fa per quasi 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di 144 minuti.

A piedi, quanti sono?

Il 40,9% delle persone tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato di aver fatto nell’ultimo mese tragitti a piedi per andare al lavoro o a scuola o per gli spostamenti abituali.

A spostarsi più spesso a piedi sono i 18-24enni, le donne, le persone senza difficoltà economiche o più istruite e gli stranieri.

Le percentuali più alte ci sono in Liguria al 58,5%, nella  P.A. di Trento al 52,1% e in Sardegna al 57,4%. Chi si muove a piedi per gli spostamenti abituali lo fa mediamente per 4,5 giorni alla settimana per un totale settimanale di 181 minuti.

La mobilità attiva degli italiani: poca

In pratica solo il 21,3% degli intervistati, poco più di uno su cinque, risulta “fisicamente attivo” perché pratica mobilità attiva, ovvero si sposta in bici o a piedi abitualmente e raggiunge in questo modo almeno 150 minuti di attività moderata a settimana, con sessioni non inferiori a 10 minuti continui (questo lo standard dell’Oms).

Oltre la metà della popolazione, il 56%, si sposta solo con mezzi a motore, con l’auto o i mezzi pubblici, senza o con trascurabili tragitti a piedi o in bicicletta.

La quota di persone che raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS attraverso la mobilità attiva è maggiore tra i 18-24enni, fra le donne, fra le persone socialmente più avvantaggiate, per istruzione o disponibilità economiche e fra gli stranieri.

La mobilità allunga la vita

Aumentare il livello di mobilità garantisce indubbi benefici per la salute.

«Per le persone che vanno in bicicletta o a piedi per almeno 150 minuti a settimana, come raccomandato dalle linee guida sull’attività fisica pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il rischio di mortalità si riduce infatti del 10% – ricorda l’ISS – Si calcola che, nell’Unione europea, ogni anno più di 100.000 morti premature potrebbero essere evitate se ogni adulto andasse a piedi o in bicicletta per 15 minuti in più al giorno. Sebbene la mobilità attiva possa incrementare l’esposizione ad agenti inquinanti o al rischio di infortuni, i benefici eccedono i rischi in un rapporto di quasi nove a uno».