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In attesa del passaggio dalla tassa rifiuti solidi urbani (TARSU) alla tariffa igiene ambientale (TIA) in modo tale che ognuno paghi per ciò che effettivamente produce, l’aumento del 25%, costituisce un inasprimento del quale si sarebbe potuto fare a meno, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.
Gli argomenti che oggi premono di più alle famiglie sono, oltre alla sicurezza, le tasse che possono essere un esempio di civiltà: un contributo di tutti i cittadini alla vita della comunità. La fiscalità deve essere però equa e distributiva, in grado di riequilibrare le situazioni più gravose, garantendo servizi efficienti a tutti i cittadini, che li pagheranno in funzione della loro capacità contributiva. Ma se le tasse diventano soffocanti, e i servizi non migliorano, allora il cittadino non li può comprendere. 
Quello che accade in questi giorni non si limita soltanto ad un aumento seppur significativo della TARSU, ma arriva dopo una serie di invii della stessa tassa alle famiglie reggine, relative agli anni a decorrere dal 2004 e che ha indotto numerosi cittadini a rivolgersi all’ufficio legale dell’associazione per chiedere chiarimenti in merito.
Stimando la Tarsu di un’abitazione media, il cui calcolo da corrispondere si aggirava su un importo del solo tributo di  euro 88,00, una famiglia dovrà adesso corrispondere a seguito dell’aggiornamento intervenuto, per il 2009 circa 139,00 euro, con il conseguente aumento dell’ addizionale comunale e del tributo provinciale.
Già in passato l’Unione Nazionale Consumatori Calabria aveva segnalato l’invio sconsiderato di più anni riferiti alla stessa tassa e l’enorme difficoltà per i cittadini al dover fare fronte al pagamento di diverse annualità anche se con la possibilità di poterle rateizzare, ma la pessima abitudine si rinnova, basti considerare che chi ha optato per la rateizzazione delle annualità TARSU 2008 ha ultimato il pagamento della stessa con l’ultima rimessa del 15 Settembre 2009, subito dopo incredibile ma vero, il 30 Ottobre 2009 viene fissata la scadenza della rata unica o prima rata della TARSU 2009.
Inoltre non si comprende come la RE.GE.S. con la quale l’Unione Nazionale Consumatori Calabria non ha più inteso aderire alla convenzione stipulata, continui a chiedere la TARSU per gli anni 2004, 2005, non tenendo conto che la Legge 296 del 2006 art. 1 comma 163 ha stabilito per i tributi locali la decadenza triennale.
L’obiettivo dell’amministrazione doveva tener conto di un servizio di gestione dei rifiuti efficiente, aumentare progressivamente la percentuale di raccolta differenziata e contenere l’aumento dei costi in considerazione delle legittime lamentele dei cittadini che  in questi giorni si sono visti recapitare contemporaneamente bollette arretrate e con un tasso di incremento della TARSU, senza aumentare progressivamente la percentuale di raccolta differenziata che avrebbe sicuramente comportato una diminuzione del costo del servizio e quindi della Tarsu stessa a carico dei cittadini. Quando un Comune provvede alla raccolta differenziata dei rifiuti generalmente accade che la tassa sulla raccolta diminuisca ed il Comune riesce addirittura a trarne un vantaggio economico poiché la raccolta differenziata si trasforma in una fonte di guadagno.
Si ha la netta percezione di un aumento sconsiderato della pressione fiscale sui contribuenti, il tutto a fronte di servizi che appaiono ben lontani da quel grado di eccellenza e di quei parametri standard di qualità, che avrebbero potuto, almeno in parte, giustificare gli esborsi richiesti.