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Scatta dal 17 Settembre l’aumento dell'Iva al 21% deciso dall’ultima manovra economica.
Il passaggio dal 20% al 21% dell'aliquota Iva non inciderà sulla spesa dei beni  e servizi di prima necessità, come gli alimentari e le bevande, la sanità, l'istruzione, l'abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica ancora l'Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto, gli aumenti riguarderanno invece la spesa dei trasporti (aumento carburanti, acquisto mezzi di trasporto, ticket per bus/treni e voli aerei); l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, abbigliamento e calzature; la spesa per le comunicazioni (servizi postali, apparecchi telefonici, servizi di telefonia); giochi, la cultura ed il tempo libero (articoli sportivi, cinema, teatro, pacchetti vacanze).
L’un percento in più graverà inoltre sulle famiglie per ogni scontrino fiscale, su ogni fattura Enel, Gas, Acqua e Telefono e Televisione. Rincareranno fra gli altri i ticket del parcheggio, le multe per le violazioni del codice stradale, le mense scolastiche.
Di seguito un elenco dei beni e servizi soggetti a rincaro:
Beni che passeranno al 21% di Iva
- prodotti per l'igiene personale e della casa
- casalinghi
- automobili ed accessori auto
- abbigliamento, calzature e pelletteria, accessori (inclusi occhiali da sole)
- bigiotteria, gioielleria e orologi
- articoli tessili per la casa, tappeti ed arredamenti
- elettrodomestici, telefonia ed hi-fi
- CD musicali e video
- cartoleria e giocattoli
- articoli sportivi
- cinema, teatro, concerti e stadio
Servizi che passeranno al 21% di Iva
- servizi sportivi (palestre, piscine ecc.) e ricreativi (es. parchi giochi, animazione feste )
- servizi estetici, barbiere/parrucchiere
- telecomunicazioni (telefonia, Internet) e TV a pagamento
- liberi professionisti (avvocato, commercialista, notaio)
- artigiani: autoriparatore, idraulico, elettricista, pittore, ditte di ristrutturazione
Ma il timore maggiore sul quale bisogna essere estremamente vigili mette in guardia il Presidente Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria è l’effetto speculativo che potrebbe innescarsi dall’aumento dell’IVA e cioè il pericolo di arrotondamenti al rialzo e aumenti ingiustificati che potrebbero riguardare principalmente il settore alimentare.
Infatti l’aumento del carburante rischia di innescare un meccanismo a catena che rischia di ripercuotersi anche sui beni di prima necessità come il settore alimentare sul quale invece non deve assolutamente incidere l’aumento dell’IVA in quanto sottratto alla manovra economica.
Ricordiamo infatti che l’IVA viene sempre recuperata integralmente e non rappresenta mai un costo per professionisti e commercianti. Una volta incassato il corrispettivo dal consumatore, il venditore dovrà versare allo Stato solamente la differenza fra Iva pagata nelle proprie forniture e l’Iva riscossa dal consumatore.
L'Unione Nazionale Consumatori Calabria invita i consumatori a segnalare alle proprie sedi territoriali eventuali richieste di pagamento superiori all'1% o aumenti ingiustificati di generi alimentari,  che verranno immediatamente denunciati alle Autorità competenti per le conseguenze disastrose che potrebbero causare e cioè una contrazione dei consumi e gli effetti inflazionistici di tale condotta arbitraria.