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Comune e Regione ripropongono per l’ennesima volta le famigerate “cartelle pazze o a pioggia” costringendo numerosi cittadini che intendono fare valere i propri diritti, a ricercare, prima  affannosamente la documentazione conservata (per chi riesce a recuperarla) e dopo, a sottoporsi ad estenuanti trafile  presso gli uffici preposti, o peggio ancora proporre ricorso presso le commissioni tributarie  dove secondo quanto emerge dalla Relazione sul contenzioso tributario elaborata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia,  una causa tributaria su tre viene vinta dal contribuente, dovendo però pagare marche da bollo e spese varie per poter fare opposizione e vedendosi infine compensate il più delle volte le spese di giudizio.
La Regione Calabria in questi giorni ha inviato una moltitudine di richieste di pagamento per  bolli auto pregressi, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, afferma l’Avv. Saverio Cuoco presidente regionale della stessa, che già in passato era intervenuta sull’argomento, contesta questo modo di operare e cioè l’invio indiscriminato di tali avvisi di pagamento che presentano profili di illegittimità perché notificati anche a persone non in possesso di un veicolo, verso soggetti esentati e addirittura  a cittadini che hanno regolarmente già provveduto a pagare i relativi bolli auto con tanto di ricevuta esibita agli sportelli della Regione.
L’associazione chiede alla magistratura così come ha fatto in passato, che sia fatta piena luce sull’accaduto, soprattutto al fine di accertare se, questi  errori all’apparenza, non nascondano in realtà manovre fraudolente atte a incrementare le entrate degli enti locali. 
E' indispensabile approfondire tale circostanza perché così facendo oltre a non individuare i veri evasori fiscali, si creano solo disservizi agli utenti, i quali hanno il diritto di comprendere se tutto ciò è frutto di una macchina burocratica poco efficiente o vi sia altro.
Non è da meno in questi giorni il Comune, il quale ha recapitato gli atti di verifica ed accertamento della TARSU, riferita agli ultimi cinque anni, (ovviamente per gli ulteriori anni è intervenuta la prescrizione), adducendo generiche motivazioni di denunce infedeli dei contribuenti ed elencando una serie di voci accanto alla tariffa base, quali addizionali comunali e provinciali, interessi e sanzioni che in aggiunta al recente aumento (l’ultimo del 16.06.2010 pari al 25%) rendono tale tassa particolarmente gravosa.
Ora a parte la discussa legittimità di tale tassa che viene riproposta in regime di continua proroga solo per non privare i comuni di una cospicua entrata tributaria, in quanto doveva essere stata già abolita con l’introduzione del Decreto Legislativo n° 152 del 2006 che sostituisce la TARSU con la TIA prevista nel codice dell’ambiente
e non applicata solo per la mancanza del relativo decreto di attuazione, ribadiamo come per il passato che la piena attuazione della raccolta differenziata non ancora eseguita, avrebbe sicuramente comportato l’abbattimento di tale tributo attraverso il riciclo dei rifiuti utilizzabili.
Si rinnova quindi il solito fenomeno dell’invio indiscriminato dei tributi che è cosa ben diversa dal colpire gli evasori, con  un’azione a tappeto che coinvolge tutto e tutti, con contestazioni e sanzioni generalizzate.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, afferma l’Avv. Saverio Cuoco, intraprenderà tutte le azioni consentite per la tutela degli interessi dei cittadini, sia per quanto riguarda la richiesta dei bolli auto che della TARSU nei casi in cui non siano dovuti, perché se è giusto che le imposte vengano corrisposte dai contribuenti, è altresì corretto che esse vengano richieste solo a coloro i quali sono tenuti a versarle e non a tutti indistintamente, tenendo presente che molti cittadini che non impugnano nei termini prescritti le “cartelle pazze”, incorreranno poi negli ulteriori aggravi di spese e nelle sanzioni del fermo amministrativo del veicolo, inoltre  le lungaggini ed i costi del sistema giustizia, costringono molti cittadini trattandosi di importi contenuti, a preferire il pagamento piuttosto che opporsi legittimamente ad atti illegittimi.
Invitiamo pertanto i cittadini che ricevono una diffida o un sollecito di pagamento a non spaventarsi, ma verificare la fondatezza di cosa gli si chiede attraverso la verifica della documentazione in possesso che si raccomanda sempre di conservare scrupolosamente.
Per ulteriori informazioni si potrà consultare l’Unione Nazionale Consumatori Calabria collegandosi al sito internet www.uniconsum.it o telefonare allo 0965/24793.