Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

La tassa sui rifiuti pagata da cittadini e imprese è sempre più alta e in continua crescita: nel 2017  la Tari è arrivata, complessivamente, a 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% (72%) corrispondente ad un incremento complessivo di 3,9 miliardi di euro negli ultimi 7 anni nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti. Il dato emerge dal primo monitoraggio del portale di Confcommercio che parte oggi, consultabile al sito www.osservatoriotasselocali.it, uno strumento permanente dedicato alla raccolta e all'analisi di dati e informazioni sull'intero territorio relative alla tassa rifiuti (TARI) pagata da cittadini e imprese del terziario.

di Lucia Izzo

Non determina il disconoscimento dell'intera dilazione il pagamento con breve ritardo della rata da adesione, acquiescenza, mediazione o conciliazione giudiziale.

Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia nella sentenza n. 2925/2018  pronunciandosi sulla vicenda di un contribuente che aveva impugnato la cartella di pagamento scaturita da un controllo ex arti.36-bis del d.P.R. n. 600/73 e 54-bis del d.P.R. n. 633/72 sulla dichiarazione Unico 2012.

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 89757/2018 e con la circolare n. 8/E ha dettato le specifiche tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per cessazione di beni e prestazioni di servizi. Tali adempimenti dal 1 gennaio 2019 saranno obbligatori per tutti i contribuenti, soggetti passivi IVA, tra cui anche gli amministratori di condominio.

Reggio Calabria rimane il capoluogo che maggiormente tartassa le piccole imprese con un Total tax rate (l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi) del 73,4% (+0,2% rispetto all’anno scorso). Alle spalle della “maglia nera” si conferma Bologna (72,2%), seguita da Roma e Firenze (69,5%), Catania (69%), Bari 68,5%), Napoli (68,2%), Cremona e Salerno (67,3%), Foggia (66,8%).

di Annamaria Villafrate

I bassi consumi di energia elettrica risultanti dalle bollette riferibile a un triennio, costituiscono un elemento presuntivo sufficiente da cui desumere che, chi beneficia delle agevolazioni ICI in realtà non ne ha diritto visto che è chiaro che l'immobile non costituisce abitazione principale. Le risultanze anagrafiche infatti possono essere superate da una prova contraria. E' quanto stabilito dalla Cassazione con la recente ordinanza n. 14793/2018.

L’Italia è il Paese Ue con la più alta tassazione sul lavoro (42,6%) e dove l’Iva incide meno sulle tasse sui consumi. E’ quanto emerge dal rapporto della Commissione Ue sul fisco, aggiornato con dati del 2018, che elabora una classifica delle tendenze nei diversi settori della tassazione.

L’Italia nel 2018 si assesta al 13mo posto quanto a pressione fiscale sulle persone fisiche.

La domanda dei consumatori: sono sposato in separazione dei beni e nel 2013 ho acquistato (senza mutuo) con agevolazione prima casa un appartamento in Piemonte in comproprietà al 50% con mia moglie e nel quale risiediamo.

Se acquistassi un altro appartamento in Liguria e vi trasferissi la residenza entro un anno, potrei usufruire nuovamente delle agevolazioni prima casa (interessi passivi, spese notaio detraibili e imposta al 4%)? Rischierei qualche sanzione relativa all’ appartamento acquistato nel 2013?