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Assobibe ritiene incomprensibile l’introduzione di una serie di misure fiscali che aumentano il costo delle bevande contenenti zucchero

Elena Leoparco

Lo zucchero delle bibite finisce finisce nel mirino della manovra finanziaria. Il costo, come precisato dal Ministro dell’Economia Gualtieri ieri al Sole24 Ore, sarà di 10 euro a ettolitro (o di o,25 euro al chilo nel caso delle polveri. Anche in questo caso, il valore unitario è poco impattante ma il livello complessivo assume una certa consistenza: più di 200 milioni entro l prossimo anno.

di Gabriella Lax

Una tassa sulla plastica da un euro per ogni chilogrammo di imballaggi. La novità è contenuta nel documento programmatico inviato a Bruxelles e che dovrebbe scattare da giugno 2020.

Tassa sulla plastica 2020

La previsione, contenuta nel Documento programmatico di bilancio 2020, inviato dall'Italia all'Unione Europea prevede, dal prossimo primo giugno, l'introduzione di una tassa di un euro per ogni chilo di imballaggi in plastica. Ma non è l'unica misura "ecologica" contenuta nel pacchetto di interventi per «promuovere la sostenibilità dell'ambiente».

Phishing via Pec, l’allarme dell’Agenzia delle Entrate sulle false email

Phishing anche via Pec: attenzione all’arrivo di false email sulla fatturazione elettronica. È l’allerta che arriva dall’Agenzia delle Entrate, estranea ai fatti, che invita i cittadini a fare particolare attenzione alle mail provenienti da utenze sconosciute o sospette che richiedono di modificare l’indirizzo di recapito per le successive comunicazione con il Sistema di Interscambio e a cestinarle immediatamente.

Secondo quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate non è possibile accedere alle agevolazioni fiscali previste dal bonus prima casa nel caso di titolarità dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nello stesso Comune del nuovo acquisto, ovvero acquistata con le agevolazioni indipendentemente dal luogo in cui essa è posta.

Il caso. L'Istante dichiarava di aver venduto nel 2018 l'abitazione di sua proprietà esclusiva acquistata nel 2002 con le agevolazioni “prima casa” e che nello stesso Comune era proprietario di altro immobile acquistato nel 2011 senza fruire delle agevolazioni fiscali, già locato con contratto di locazione che era stato rinnovato nel 2013 per la durata di anni 4+4. Dunque, l'istante chiedeva al Fisco se poteva acquistare una nuova abitazione sempre nel medesimo Comune richiedendo nuovamente le agevolazioni prima casa.

Il Governo USA ha deciso di appesantire i dazi doganali sulle merci importate dall’Unione Europea (UE). La ragione ufficiale di questa misura nasce a seguito dei favori fatti dall’UE  alla Compagnia Airbus che hanno danneggiato la concorrente americana Boeing che avrebbe perso centinaia di miliardi di dollari. Le questioni di questo genere sono dibattute nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che cerca di mettere d’accordo le parti per evitare che si raggiungano conflitti che alla fine non giovano a nessuno. In questo caso però il WTO ha autorizzato gli USA ad applicare sanzioni “indirette” mediante l’inasprimento dei dazi doganali sulle merci importate dalla UE.

Se una coppia è cointestataria di un leasing prima casa e possiede entrambi i requisiti (ciascuno un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro e un’età inferiore a 35 anni) cosa succede?

Si considera il reddito complessivo per singola persona e le agevolazioni IRPEF sono ridotte al 50% (salvo il caso di coniuge fiscalmente a carico). Pertanto ciascuno può detrarre il 19% del canone leasing con un limite massimo di 4.000 euro e il 19% con un limite massimo di 10.000 euro al momento del riscatto.

Consiglio Nazionale del Notariato

Breve vademecum che può aiutarti a ridurre, in maniera del tutto legale, il carico fiscale per la tua azienda

Il quinquennio 2015-2020 sarà probabilmente ricordato dagli storici della finanza come il quinquennio “a tasse zero” per le multinazionali del web. Questi giganti dell’economia digitale, hanno ufficiosamente ingaggiato una guerra contro gli stati e contro le tasse.

Essendo di fatto slegate dalla necessità di dover collocarsi fisicamente in prossimità del loro mercato di riferimento o vicino ai propri distributori e fornitori come la maggior parte delle altre aziende costituite da comuni mortali, i giganti del web hanno scelto di farsi orientare principalmente da questo criterio: aprire sedi nazionali ed internazionali presso i paesi che garantiscono di richiedere pochissime tasse o, meglio ancora, di non richiederne affatto.