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Non è passata nella legge di Bilancio dello scorso dicembre ma potrebbe ora arrivare nel dl semplificazione. È la Tari in bolletta, l’inserimento della tassa sui rifiuti nella bolletta della luce. A dirlo è l’Unione Nazionale Consumatori che oggi denuncia: “La Lega ci riprova ad inserire la Tari nella bolletta della luce”. La possibilità viene fortemente criticata dall’associazione e bollata come una “complicazione” in una bolletta che già rappresenta “un mistero irrisolto”. Come si legge su Termometro Politico, l’emendamento ha finalità anti-evasione e prevede il pagamento della Tari a cadenza bimestrale.

La Tari, la tassa sui rifiuti, non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti e presenta effetti redistributivi a sfavore dei nuclei con redditi più bassi.

E’ quanto sostengono tre studiosi della Banca d’Italia nell’occasional papers “Il prelievo locale sui rifiuti in Italia: benefit tax o imposta patrimoniale (occulta)?”

La gestione dei rifiuti ha caratteristiche idonee all’applicazione di una tariffa commisurata all’entità dei rifiuti prodotti, con risvolti positivi sia sotto il profilo della finanza locale sia sul piano ambientale. In Italia, invece, tale servizio è finanziato con una tassa, di fatto assimilabile a un’imposta patrimoniale (la Ta.ri.), basata sulle dimensioni della casa e sul numero di componenti della famiglia.

Al via l’operazione “saldo e stralcio” delle cartelle. Dall’Agenzia delle entrate-Riscossione arrivano tutte le indicazioni – e il modello per fare domanda, pubblicato sul sito online – per aderire al provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2019 che permette alle persone in situazione di “grave e comprovata difficoltà economica” di pagare i debiti fiscali e contributivi in forma ridotta e in percentuale che varia dal 16% al 35% dell’importo dovuto, già “scontato” delle sanzioni e degli interessi di mora. Ci sono dei requisiti ISEE da rispettare. Il modello “saldo e stralcio” deve essere presentato entro il 30 aprile 2019.

Con una media di 2.064 euro, Roma è la città capoluogo dove l’Imu-Tasi costa di più. E’ quanto risulta dallo studio annuale effettuato dal Servizio politiche territoriali della Uil. A Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi, a Bologna 2.038 euro, a Genova 1.775 euro, a Torino 1.745 euro. I valori più contenuti, invece, ad Asti con un costo medio di 580 euro, a Gorizia con 582 euro, a Catanzaro con 659 euro, a Crotone con 672 euro, a Sondrio con 674 euro.

di Lucia Izzo

La manovra di Bilancio non ha risparmiato attenzione al mondo dei trasporti, in particolare dettando tutta una serie di misure destinate a veicoli e autoveicoli. Si parte dal dimezzamento del bollo auto per quelli di interesse storico, sino all'introduzione di incentivi e disincentivi per chi, rispettivamente, acquista auto e moto poco inquinanti oppure eccessivamente inquinanti.

I consumi elettrici diventano prova per stabilire se un contribuente risiedeva o meno nell’immobile per il quale fruiva dell’agevolazione ICI per l’abitazione principale e, nel caso siano troppo bassi, scatta anche la revoca del beneficio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 7 giugno 2018 n. 14793, con la quale il Palazzaccio è tornato ad occuparsi della vecchia Imposta Comunale sugli Immobili…

di Gabriella Lax

C'è tempo fino al 31 gennaio per chiedere l'esenzione dal pagamento del canone Rai.

Canone Rai, esenzione entro il 31 gennaio

Anche per il 2019 il canone Rai si paga nella bolletta elettrica, con un costo complessivo di 90 euro dilazionato su 10 rate mensili (da gennaio ad ottobre). Ricordiamo inoltre che l'esenzione dal pagamento è prevista per i titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale privi di apparecchio TV, sia proprio che di un familiare parte del nucleo, per gli over 75 con un reddito pari o inferiore a 6.713,98 euro per il 2017 e 8.000 euro per il 2018 e per i diplomatici, i militari non cittadini e il personale civile straniero Nato non residente in Italia, ma stanziato nel nostro Paese.