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Numerose sono ormai le segnalazioni che giungono all’Unione Nazionale Consumatori Calabria e che riguardano gli atti posti in essere da Equitalia nei riguardi dei contribuenti che sono costretti ad indebitarsi per sanare i contributi. Tali contributi richiesti, afferma il presidente regionale dell’associazione di consumatori, Avv. Saverio Cuoco, non sempre derivano da mancati pagamenti, infatti sono innumerevoli i casi di tributi non dovuti che comunque gli enti richiedono attraverso il recupero del credito di Equitalia , la quale ovviamente si giustifica non essendo tenuta a controllare il credito per cui è mandataria di riscossione. Di vasta portata è l'invio di pretese tributarie la cui liceità è infondata o perché prescritte, o perché già pagate in precedenza agli Enti impositori e che costringono i contribuenti a inutili perdite di tempo e di denaro nel predisporre ricorsi, reclami in autotutela, o a volte anche a pagare senza rendersene conto anche a fronte di tributi non dovuti.
Il ricorso sempre più frequente in maniera persecutoria da parte di Equitalia agli istituti dell'ipoteca legale e del fermo auto, che si abbattono in modo indiscriminato su contribuenti il più delle volte ignari, (non avendo avuto alcun tipo di comunicazione preventiva), costringono gli stessi a dover pagare immediatamente quanto richiesto, senza poter preventivamente fare valere le proprie ragioni in giudizio, pur di eliminare tali misure che costringono i cittadini a non poter utilizzare per diverso tempo (considerati i tempi lunghi che superano i mesi, per la cancellazione delle ipoteche e dei fermi auto) beni di proprietà esclusiva, siano essi autoveicoli o immobili, mettendo a rischio mutui, passaggi di proprietà, e mancato utilizzo di beni che servono anche per lo svolgimento della propria attività lavorativa.
Ulteriori vessazioni poste in essere da Equitalia consistono nel non indicare a volte il responsabile del procedimento, nel non avere un ufficio protocollo costringendo i cittadini ad inviare lettere raccomandate, nel permanere ancora di iscrizioni ipotecarie per debiti fino a 8.000 euro nonostante lo vieti sia la normativa in vigore che la Cassazione a sezioni unite attraverso una propria sentenza, nel continuo palleggio di responsabilità tra Enti Impositori e Equitalia a danno non solo dei diritti del contribuente ma della umana sopportazione, nonostante l’emanazione della direttiva n. 10/2010, con la quale Equitalia stessa ha stabilito che basterà una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per opporsi alla riscossione di tributi già pagati, senza fare la fila agli sportelli. Fino a ieri infatti il contribuente che si presentava allo sportello di Equitalia veniva indirizzato direttamente all’ente creditore, in base alla direttiva sopra menzionata, invece, qualora il contribuente sia in grado di produrre un provvedimento di sgravio o di sospensione emesso dall’ente creditore, una sospensione giudiziale, oppure una sentenza della magistratura, o anche un pagamento effettuato in data antecedente alla formazione del ruolo in favore dell’ente creditore, la riscossione sarà immediatamente sospesa ed entro i successivi dieci giorni, l’agente della riscossione porterà all’attenzione dell’ente creditore la documentazione consegnata dal debitore, al fine di ottenere conferma o meno dell’esistenza delle ragioni di quest’ultimo.
Dietro il tanto sbandierato successo di Equitalia nella crescita della riscossione fiscale, si nasconde una politica spesso discriminatoria, dato che in molti casi si costringe a pagare il debitore fiscale con ganasce ai veicoli e ipoteche sugli immobili, il quale non sempre è in grado di pagare la cifra in un'unica soluzione, lo dimostra la stessa Equitalia, che ha concesso sino ad oggi innumerevoli rateizzazioni, indice della crescente difficoltà delle famiglie a fare fronte al debito con lo stato.
Non si discute sulla lotta all'evasione fiscale, bensì sui sistemi di riscossione usati da Equitalia, sul fermo auto per esempio, (intorno al quale prolificano ditte non abilitate che propongono acquisti di auto con fermo amministrativo, trasferimenti all’estero o addirittura smaltimento e utilizzo dei pezzi di ricambio), l'assicurazione smette di coprire le polizze assicurative ma, spesso, gli automobilisti vengono a sapere di avere un fermo amministrativo soltanto a seguito di un incidente o di un atto di vendita e così in caso di incidente stradale, il danneggiato, non riceverà un euro, perchè, l’auto con il fermo non ha la copertura assicurativa».
Infine, finora Equitalia non ha avviato tavoli di discussione con le associazioni dei consumatori o con i rappresentati delle categorie, nonostante il dispositivo della legge 244/2007 art. 2 comma 461, che obbliga per i servizi pubblici, l'istituzione di tavoli obbligatori e carte dei servizi da sottoscrivere con le associazioni consumatori.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria nell’invitare i contribuenti a verificare presso gli enti impositori la regolarità delle notifiche che hanno preceduto l’avviso di fermo amministrativo, ritiene necessario che si proceda ad uno snellimento delle procedure burocratiche di riscossione ed al mancato ricorso generalizzato all’abuso di mezzi coercitivi di riscossione, se non si vuole aggravare una pressione fiscale già insostenibile per i cittadini, che rischia di diventare esplosiva, anche alla luce dell’imminente data del 1° Luglio 2011 allorchè in virtù dell’art. 29 del D.L. n° 78 del 2010 gli avvisi di accertamento avranno efficacia di titolo esecutivo con possibilità per Equitalia di procedere alla riscossione tramite esecuzione forzata, prima di poter azionare le vie giudiziarie a tutela dei diritti dei contribuenti.