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L’Unione Nazionale Consumatori Calabria chiede una corretta applicazione della tassa sui rifiuti, denunciando che la Tarsu, applicata ancora dalla maggior parte dei Comuni d’ Italia compreso quello di Reggio Calabria è ormai fuori legge sostituita dalla “Tia” (tariffa di igiene ambientale).
La differenza non è di poco conto considerando che mentre la TARSU viene calcolata in base alla grandezza della casa o altro immobile, tenendo conto esclusivamente del computo dei metri quadri occupati, la TIA, introdotta con la legge Ronchi, ( D. Lgs. n° 22 del 1997) viene commisurata alla reale produzione dei rifiuti, tenendo conto anche di altri fattori, quali la quantità di rifiuti effettivamente prodotti, il nucleo familiare, ecc..
La situazione si presenta abbastanza complessa a causa della normativa di riferimento che si è succeduta nel tempo e delle continue proroghe che hanno mantenuto in vita la TARSU.
Occorre precisare preliminarmente che l’art. 23 della Costituzione prevede che: “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge” la riserva di legge in materia tributaria,  rende quindi illegittima la TARSU in quanto  non più applicabile, infatti tutte le disposizioni normative in materia di proroga della TARSU sono cessate al 31.12.2009.
Il decreto Ronchi infatti, obbligava i comuni al passaggio dalla Tarsu alla Tia. Il termine stabilito dal legislatore è stato prorogato più  volte fino  al 2009, fino a tale data, i comuni che non decidevano di passare alla TIA potevano continuare ad applicare la TARSU, sebbene formalmente abrogata, e le successive finanziarie 2007 e 2008 avevano prorogato tale facoltà fino al 31.12.2009
Da allora, però, non esiste una norma che proroghi il  regime transitorio anche per gli anni 2010 e 2011.
Nel frattempo, il codice dell'ambiente (D.Lgs. 352 del 2006) ha introdotto un nuovo tipo di TIA (art. 238), abrogando sia il Decreto Ronchi che la vecchia TIA da esso prevista.
La nuova TIA, però, non è ancora applicabile poiché mancano i regolamenti attuativi, la cui approvazione inizialmente prevista per il 31.12.2009 è stata rimandata al 30.06.2010 dal decreto milleproroghe.
Proprio al fine di evitare vuoti normativi, il Codice dell'ambiente ha previsto (art 264) che le norme del decreto Ronchi (e quindi la vecchia TIA), continuino ad applicarsi sino alla data di entrata in vigore dei regolamenti attuativi della nuova TIA.
Ed è qui che sorge l'inghippo, abrogata e non più prorogata la TARSU ed essendo inapplicabile la nuova TIA prevista dal Codice dell'Ambiente fino a quando non ne saranno approvati i regolamenti attuativi, resta in vita la vecchia TIA di cui al decreto Ronchi.
Nessun problema si pone per i comuni che già la applicavano, ma il problema si pone, invece, per i comuni che non erano ancora passati alla TIA e continuavano a tenere in auge la vecchia TARSU.
A tale proposito, anche se il legislatore, ultimamente, con l’art. 14, comma 7, D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 (federalismo fiscale municipale) ha statuito che “sino alla revisione della disciplina relativa ai prelievi relativi alla gestione dei rifiuti solidi urbani, continuano ad applicarsi i regolamenti comunali adottati in base alla normativa concernente la tassa sui rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale, occorre precisare che Il riferimento ai “regolamenti comunali” non può che riferirsi ai soli regolamenti comunali della TIA e non certo ai regolamenti comunali TARSU ormai decaduti perché la relativa legge è stata soppressa
Diversamente opinando, si avrebbe l’assurdo, costituzionalmente illegittimo, che un semplice regolamento comunale si sostituisce e fa rivivere una legge ormai abrogata, stravolgendo sensibilmente la gerarchia delle fonti (art. 23 della Costituzione) Infine, il D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 è entrato in vigore il 07 aprile 2011 e quindi non può riguardare assolutamente l’anno 2010, per cui la TARSU rimane soppressa per tutto l’anno 2010 e non riguarda neppure l’anno 2011, perché la norma non ha effetto retroattivo.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria pertanto procederà a contestare gli avvisi di pagamento TARSU recapitati in questi giorni e relativi all’anno 2011 nonché a chiedere il rimborso di quanto corrisposto per l’anno 2010.
Ulteriori informazioni potranno essere reperite collegandosi sul sito internet dell’associazione www.uniconsum.it o telefonando allo 0965/24793