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L'esenzione deve essere richiesta all'Azienda USL di residenza, presentando un certificato medico che attesti la presenza di una o più  malattie incluse nel d.m. 329/99.
Sono validi ai fini del riconoscimento dell'esenzione anche:
  • la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica
  • la copia del verbale di invalidità
  • la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera privata accreditata, previa valutazione del medico del Distretto sanitario della Azienda USL di residenza
  • i certificati delle Commissioni mediche degli Ospedali militari
  • le certificazioni rilasciate da Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all'Unione europea
 
Si può chiedere l'esenzione per più di una malattia e si ha diritto alle prestazioni individuate dal Decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329.
 
Il regime delle esenzioni attualmente vigente per le diverse categorie di invalidi non è cambiato.
 
L’elenco delle malattie esenti è stato aggiornato e ampliato, consultare l’elenco delle prestazioni per ciascuna malattia 
 
In alcuni casi le malattie possono manifestarsi con quadri clinici diversi tra loro quindi con prestazioni sanitarie differenti. Ecco perché non esiste un elenco dettagliato delle prestazioni esenti. Spetta, quindi, al medico scegliere le prestazioni necessarie e più appropriate alla specifica situazione clinica.
 
La durata dell'attestato di esenzione varia a secondo della malattia ed è comunicata dall'Azienda USL che lo rilascia.
 
Tra le visite specialistiche esenti rientrano anche le visite di controllo successive a quella in cui è stata formulata la diagnosi, in quanto necessarie al controllo della malattia per la quale si ha diritto all’esenzione.
 
Dovrà invece pagare se la visita è per una malattia diversa – o per complicanze - da quella che da diritto all’esenzione.

novità introdotte dalla 
 
 
 
finanziaria 2001
 
Esenzione per prevenzione antitumorale: abolita la quota di partecipazione per ricetta per:
  • prestazioni specialistiche per la diagnosi precoce dei tumori dell'apparato genitale femminile, della mammella, del carcinoma e delle precancerosi del colon retto;
 
a) mammografia, ogni due anni, a favore delle donne in eta' compresa tra quarantacinque e sessantanove anni;
  b)
esame citologico cervico-vaginale (PAP test), ogni tre anni, a favore delle donne in eta' compresa tra venticinque e sessantacinque anni;
 c) colonscopia, ogni cinque anni, a favore della popolazione di eta' superiore a quarantacinque anni e della popolazione a rischio individuata secondo criteri determinati con decreto del Ministro della salute.
  • accertamenti diagnostici e strumentali specifici per le patologie neoplastiche nell’età giovanile in soggetti a rischio di età inferiore a quarantacinque anni, individuati secondo criteri che saranno determinati con decreto del Ministero della Salute.
 
1 gennaio 2001:  abolita ogni forma di partecipazione al costo dei farmaci collocati nelle classi a) e b);
 
1 luglio 2001:  soppressa la classe B dei farmaci; tali farmaci saranno classificati dalla Commissione Unica del Farmaco (CUF) nella classe A o nella classe C, sulla base della loro efficacia terapeutica e delle loro caratteristiche prevalenti;
 
1 gennaio 2003 (modif. dal d.l. 18-9-2001 n. 347): il tetto massimo, per ricetta, della quota di partecipazione per le prestazioni specialistiche ambulatoriali si riduce da 70.000 a 23.000;
 
1 gennaio 2004 (modif. dal d.l. 18-9-2001 n. 347); verra' abolita ogni forma di partecipazione degli assistiti al costo delle prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale.
Numero di confezioni prescrivibili per singola ricetta:la prescrizione di specialità medicinali e di prodotti generici con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale è limitata al numero massimo di due pezzi per ricetta, fatta eccezione: per i medicinali destinati al trattamento delle patologie individuate dall'articolo 5, del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124 (le condizioni di malattia croniche o invalidanti, le malattie rare), fissata in un numero massimo di tre pezzi per ricetta (la prescrizione non può comunque superare i sessanta giorni di terapia);e per i medicinali a base di antibiotici in confezione monodose, i medicinali a base di interferone a favore dei soggetti affetti da epatite cronica e i medicinali somministrati esclusivamente per fleboclisi è confermata la possibilità di prescrizione fino a sei pezzi per ricetta.