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La pubblicazione per la prima volta da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei redditi di tutti gli Italiani relativi all’anno 2005, (fino ad ora le dichiarazioni potevano essere consultate solo presso i Comuni), ha scatenato una ondata di proteste di cittadini indignati per la grave violazione della privacy commessa, per cui chiunque non solo ha potuto “visionare” i redditi di amici, vicini, parenti, ecc. con grande soddisfazione anche della criminalità organizzata, ma tale divulgazione ha consentito sicuramente di scaricare l’intero data base, con la possibilità di ispezionare e passare al setaccio comodamente i dati di tutti i contribuenti Italiani.

Infatti sul web è iniziata già la corsa all’accaparramento dei dati relativi ai contribuenti, oltre che privati cittadini, società, ditte individuali, ecc. da parte di chi è stato lesto a copiare l’intero notiziario, per cui c’è chi chiede di scambiare i dati della Calabria con quelli della Campania e così via.

Con il susseguirsi delle ore e con la diffusione di tale notizia sui siti di informazione, (noi lo abbiamo appreso dal sito Strill.it, iniziavano a giungere presso la sede dell’associazione e del centro di orientamento giuridico del consumatore  varie telefonate, per denunciare la gravità dell’accaduto, ma anche per conoscere quale iniziativa l’associazione intendesse intraprendere in merito contro un atto che viola palesemente la tutela dei dati personali del cittadino-contribuente e come è possibile tutelarsi.

Ed è veramente paradossale che nel nostro Paese si debba frequentemente ricorrere alla Magistratura per avere accesso agli atti pubblici che ci interessano (documenti amministrativi, verbali di concorsi, chiamate telefoniche che giungono al nostro apparecchio), mentre poi con tutta tranquillità si pubblicano i dati relativi al reddito.

L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, nel denunciare un comportamento che viola la privacy e privilegia nel migliore dei casi una bieca curiosità fiscale, piuttosto che una vera lotta all’evasione, ha svolto attraverso i propri legali, una prima valutazione dell’accaduto, scorgendo evidenti contrasti con il quadro normativo in materia di violazione dei dati personali, tanto che lo stesso Garante ha chiesto  urgentemente all’Agenzia delle Entrate di  "sospendere la diffusione dei dati via internet", mentre quest’ultima insisteva nel sostenere che tale provvedimento era stato autorizzato dall’Ufficio del Garante.

In virtù di tale circostanza violata, cioè la scarsa considerazione che enti e ministeri dimostrano verso le Autorità indipendenti alle quali deve essere trasmessa ogni decisione o provvedimento che possa violare la privacy (in questo caso  L’Autorità per la Garanzia dei dati personali) l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, annuncia battaglia e  sta valutando la possibilità da parte dei cittadini di richiedere il risarcimento dei danni all’Agenzia delle entrate per chi si ritenesse leso nei propri diritti dalla pubblicazione del proprio reddito,  predisponendo sul proprio sito www.uniconsum.it  un modello che sarà al più presto pubblicato e che gli utenti potranno scaricare gratuitamente, per avviare le dovute azioni contro l’Agenzia delle entrate e chiedere un  indennizzo per la grave violazione della privacy subita.