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In questi giorni Equitalia, la società per azioni a totale capitale pubblico che si occupa della riscossione del credito su tutto il territorio Nazionale, sta inviando ai contribuenti italiani una valanga di raccomandate con preavvisi di fermo amministrativo per circa un milione di autovetture, inoltre sventola come spauracchio per i contribuenti in debito con il fisco, l’applicazione dell’ipoteca sulla casa in caso di mancato pagamento, pur in presenza di cifre del tutto irrisorie.
In realtà, all’iscrizione di ipoteca si procede quando il debito tributario supera i 10.000 euro, come ha precisato la stessa Equitalia con la nota n. 4887 del 5 luglio 2007. Se il contribuente continua a non pagare si procede al pignoramento immobiliare e alla vendita all’asta dell’immobile.
"Il preavviso di fermo amministrativo dell'autoafferma Saverio Cuoco presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria la conseguenza di cartelle esattoriali non pagate. In sostanza se un cittadino non paga una multa o una tassa riceve una cartella esattoriale ed ha 60 giorni di tempo per pagare. Scaduto questo termine Equitalia può mandare il preavviso di fermo amministrativo.
Anche in questa occasione come in altre, in molti casi si è riscontrato il triste fenomeno delle “cartelle pazze”.
La maggior parte dei fermi amministrativi dei concessionari è scattata per multe automobilistiche o debiti tributari ultradecennali, quindi prescritti, in altri casi sono errati in quanto il contribuente è risultato in regola con i pagamenti.
"Le fasce previste sono tre,  La prima va dai 50 ai 2mila euro. In questo caso scatta il fermo su un solo veicolo. Dai 2mila ai 10mila euro di debito se si tratta di una ditta scatta il fermo fino a 10 veicoli, oltre i 10mila euro scatta il fermo per tutto il parco macchine. Se invece si tratta di un privato, oltre gli 8mila euro di debiti scatta l'ipoteca sulla casa".
Intanto, rende noto il “centro di orientamento giuridico del consumatore” che ha sede presso l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, il Fisco non puo' ipotecare le case se il debito dei contribuenti non supera gli 8.000 euro. Il monito arriva a seguito di una sentenza emessa dai giudici tributari di Napoli, una delle citta' dove si registra il maggior numero di ipoteche immobiliari basate su cartelle esattoriali.
Inoltre, l'agenzia di riscossione deve dimostrare l'avvenuta notifica delle cartelle esattoriali prima di inviare l'avviso di fermo amministrativo. Questa, in sintesi, la pronuncia di un giudice della Commissione tributaria di Roma, che ha accolto le ragioni di un contribuente che si e' visto imporre un ordine di pagamento con preavviso di fermo per cartelle in realta' mai notificate, il giudice ha spiegato che quando i contribuenti leggono nei "dettagli degli addebiti" l'elenco delle diverse precedenti cartelle che fondano l'ultima ingiunzione, le diverse notifiche devono essere reali, non basta che siano semplicemente indicate. Ossia la societa' di riscossione dovra' sempre dimostrarne dettagliatamente in giudizio l'avvenuta notifica al contribuente
Ricordiamo inoltre che anche il preavviso di fermo amministrativo del veicolo può essere impugnato davanti al giudice di pace o commissione Tributaria. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con una recentissima sentenza, semplificando notevolmente il ricorso del contribuente o dell’automobilista quando riceve il preavviso del fermo, per quanto riguarda il successivo fermo definitivo, in base all’ordinanza n. 14831/2008 della stessa Corte di cassazione bisogna fare ricorso alla Commissione tributaria provinciale solo se il provvedimento concerne una riscossione di natura tributaria.
Per i motivi esposti, secondo l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, "migliaia di preavvisi di fermo amministrativo sono a rischio annullamento; a tal fine invitiamo i contribuenti a verificare la propria situazione tributaria, rivolgendosi direttamente agli uffici che hanno irrogato le sanzioni amministrative in caso di multe stradali o cartelle esattoriali per omessi pagamenti tributari, per verificare preliminarmente la regolarità delle notifiche che hanno preceduto il preavviso di fermo amministrativo.
Per ulteriori chiarimenti o tutela legale, ci si potrà rivolgere direttamente all’Unione Nazionale Consumatori Calabria, tel.0965/899980 o contattare il sito internet www.uniconsum.it.