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Dopo il danno, la beffa. Il caos Tari rischia di chiamare i contribuenti che finora hanno pagato “il giusto” a dover rimettere mano al portafogli per conguagliare le loro bollette, alla luce dei rimborsi che potranno scattare per coloro che hanno pagato in più.

I cittadini di diversi Comuni hanno pagato negli ultimi 5 anni più del dovuto la Tari, per un errore nel computo della quota variabile che ha fatto lievitare a dismisura il prelievo, in alcuni casi fino al doppio. Ora questi cittadini potranno richiedere il rimborso. Ma le cifre rimborsate verranno spalmate su tutti nei prossimi anni: saliranno le tariffe e ci sarà un balzello più pesante. Non solo: i sindaci potrebbero anche richiedere di versare la differenza per il 2017 e il 2016.

IL MANCATO GETTITO VA RECUPERATO – Secondo l’Anci – visto l’esborso inatteso e l’obbligo di legge di coprire con la Tari i costi del servizio di nettezza urbana – i Comuni potrebbero chiedere un recupero straordinario per l’ultimo anno, o comunque rimodulare la tassazione per il 2018, in modo che il gettito totale resti invariato: a qualcuno toglieranno, ad altri aumenteranno.

I COMUNI CHE HANNO GONFIATO LA TARI – Secondo alcune stime i Comuni interessati sono tra i 600 e gli 800. Dall’Anci fanno sapere che “Non abbiamo una stima dei Comuni che potrebbero essere interessati trattano la tassazione delle pertinenze in maniera diversa, specialmente se si tratta di pertinenze che non hanno l’abitazione principale. Bisognerà controllare uno per uno tutte le 8mila amministrazioni italiane. Di certo, la circolare del Mef farà chiarezza”.

CONSUMATORI ALL’ATTACCO – I consumatori continuano ad attaccare: il Codacons chiede che nel giro di due giorni i Comuni pubblichino le modalità corrette di calcolo del tributo ed eventuali errori, l’Unione nazionale che i rimborsi scattino in automatico senza aggravare i contribuenti dell’onere del riconteggio. L’associazione dei Comuni rimarca che l’ammontare del prelievo, magari con un calcolo sbagliato, servirà solo a coprire i costi del servizio di smaltimento rifiuti, come previsto dalla normativa. “Adesso ci saranno i rimborsi e l’esborso inatteso creerà un buco di bilancio. Questo significa che i Comuni, ai sensi del Dpr 158, potrebbero anche decidere un recupero straordinario quantomeno per l’ultimo anno” fannp sapere dall’Anci. In ogni caso, il prossimo anno i Comuni interessati dovranno comunque riorganizzare le tariffe per coprire in modo diverso i costi del servizio.