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Continua ad aumentare la tassa rifiuti per cittadini e imprese: nel 2018 è arrivata complessivamente a 9,5 miliardi di euro con un incremento, dal 2010, del 76% (+4,1 miliardi di euro). Il dato emerge dal secondo monitoraggio dell'Osservatorio tasse locali di Confcommercio, secondo cui lo scostamento dai fabbisogni standard è una delle principali cause dell'aumento dei costi di gestione dei rifiuti: in Piemonte, Basilicata e Calabria gli scostamenti maggiori, mentre Toscana e Abruzzo sono le regioni più virtuose.

Unione Nazionale Consumatori: “Dati superati ma comunque gravissimi. La lotta all’evasione deve tornare ad essere una priorità del Paese

Elena Leoparco

Sono 137 i miliardi di euro che i Paesi dell’Unione europea hanno perso nel 2017 dalle entrate provenienti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Lo ha riferito oggi uno studio condotto dalla Commissione europea sul cosiddetto “divario dell’IVA”, ossia la differenza complessiva tra il gettito IVA atteso e l’importo effettivamente riscosso.

Cosa fare quando si riceve una cartella esattoriale? È sempre necessario pagare o si può fare ricorso ottenendo l’annullamento? Sono queste fra le domande più frequenti che ci rivolgono i consumatori.

Ecco allora qualche consiglio per capire, analizzando la cartella esattoriale ricevuta dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione se c’è una possibilità di opporsi o se non resta che pagare.

Cos’è una cartella esattoriale

La cartella esattoriale è l’atto con il quale l’Ente Esattore agisce per recuperare un credito, nella fattispecie derivante da multe non pagate, dei Comuni o del Ministero dell’Interno.

Ho ricevuto una cartella esattoriale riguardante verbali che non mi sono mai stati notificati. Posso oppormi al pagamento?

Si: la mancata notificazione del verbale di accertamento invalida l’intero procedimento, giustificando l’annullamento della cartella. Inoltre se sono decorsi più di cinque anni dall’infrazione è prescritto il diritto dell’amministrazione al pagamento della sanzione.

 (Unione Nazionale Consumatori)

Non può bastare un semplice calcolo aritmetico per definire evasore fiscale il 50% dei reggini.

E’ l’ennesima dimostrazione di una totale assenza di approfondimento e di analisi delle criticità evidenti da parte delle Istituzioni, che piuttosto analizzare tali aspetti, preferisce designare in maniera qualunquista buona parte dei reggini, alternativamente a volte “lordazzi” a volte “evasori” e così via.

A ribadirlo è l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria che a scanso di equivoci, non nega che non vi siano cittadini evasori fiscali (e l’associazione lo ha ribadito più volte), ma qualificare come tali il 50% dei reggini è inaccettabile, frutto di un’analisi superficiale che disdegna di approfondire seriamente le cause che determinano il rifiuto di corrispondere i vari tributi.

Il cittadino italiano emigrato all'estero può usufruire del regime agevolato (aliquota IVA nella misura del 4%) purché l'immobile sia acquistato come prima casa nel territorio nazionale, senza alcun obbligo di fissare la residenza.

Chiarimento dell’Agenzia delle Entrate. Il cittadino italiano emigrato all’estero può continuare a sfruttare il regime agevolato per l’acquisto del diritto di nuda proprietà della prima casa, senza che per lui valga l’obbligo della residenza. Così ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 308 del 24 luglio 2019.

Più che raddoppiati in 5 anni i contribuenti che scelgono il modello “fai da te”, in aumento del 13,8% rispetto al 2018

Sono 3,3 milioni le dichiarazioni precompilate inviate dai cittadini tramite l’applicazione web dell’Agenzia delle Entrate, il 13,8% in più rispetto ai 2,9 milioni di modelli trasmessi nello stesso periodo 2018 e il 135,7% in più rispetto ai 1,4 milioni inviati nel 2015, primo anno della dichiarazione “fai da te”.

In crescita anche i 730 precompilati accettati senza modifiche, che passano dai 529mila del 2018 a 609mila, con un balzo in avanti del 15%.