Il decreto che ha portato la percentuale dell'IVA dal 20% al 21% è entrato in vigore a decorrere dal 17 settembre 2011, ma moltissimi utenti hanno segnalato all’Unione Nazionale Consumatori Calabria che l’Iva al 21% viene applicata in maniera retroattiva e cioè a consumi antecedenti alla data della emissione della fattura, quando cioè vigeva l’IVA al 20%.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria non ci sta e chiede che l’Agenzia delle Entrate rimborsi nelle prossime fatture ai cittadini, quanto riscosso indebitamente sulle fatture del gas e servizi di telefonia.
Tali errori che incidono sempre di più sui redditi familiari già ridotti da un carico fiscale che raggiunge la percentuale quasi del 50% non sono più tollerabili, in previsione anche del prossimo aumento dell’IVA al 23% a decorrere da settembre 2012.
Tale scippo operato sulle bollette del gas e di telefonia ha colpito milioni di famiglie italiane sulla scorta del DPR n° 633 del 1972, la cosiddetta “Legge IVA” che stabilisce che, al di là del periodo di riferimento dei consumi, l’Imposta sul valore aggiunto si applica facendo riferimento alla data di emissione della fattura, anche a fronte di consumi interamente compresi in periodi precedenti.
Paradossalmente però nelle bollette a conguaglio e cioè anche in quelle in cui l’utente dovrà ottenere un rimborso, una circolare dell’Agenzia delle Entrate n° 45/E del 12 ottobre 2011 autorizza le aziende ad applicare l’IVA in base al periodo di riferimento dei consumi, senza tenere conto della data di emissione.
Tutto ciò è assolutamente incomprensibile ed illegittimo per cui l’Unione Nazionale Consumatori Calabria chiede all’Agenzia delle Entrate che venga restituito nelle prossime bollette a milioni di cittadini, tutto ciò che è stato prelevato in maniera indebita.

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