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RIMBORSI IVA SULLA TIA, UN BOOMERANG ? E-mail
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Anche quando la notizia sembra buona il consumatore ci rimette sempre. Con la sentenza n. 238/2009 la Corte costituzionale aveva cancellato la norma che aveva istituito l’IVA del 10% sulla TIA, la tariffa di igiene ambientale che gradualmente stava sostituendo la TARSU, sulla quale non gravava l’IVA:
Tutto bene, già circolavano i moduli per i consumatori che volevano chiedere il rimborso dell’IVA fin dall’origine (è stata istituita nel 2003), ma i Comuni se ne stanno con le mani in mano e inoltre è un pasticcio fiscale incredibile: i Comuni ove è stata istituita la TIA dovrebbero rimborsare l’IVA e poi farsela restituire dall’erario. C’è da figurarsi se il Governo se ne starà con le mani in mano, è un’operazione diabolica e già si stanno cercando le soluzioni per non pagare. Ma c’è un altro problema. Non riscuotendo più l’IVA, i Comuni non potranno fare la compensazione e dovranno pagare l’IVA sugli acquisti senza rientro. E’ una perdita secca, che potrà essere evitata solo con un aumento delle tariffe. Morale: consumatori raggirati e bastonati, perché non prenderanno un euro e pagheranno di più.


 

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