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AUTO: NEL 2012 LA SPESA PREVISTA SUPERA 3.500 EURO E-mail
Venerdì 10 Agosto 2012 05:32
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 I recenti aumenti dei carburanti puniscono gli automobilisti italiani. Per l'Aci, infatti, l'aumento dei carburanti, insieme ai costi fissi come il bollo e l'assicurazione, oltre a quelli per i parcheggi o l'autostrada, portano la spesa stimata degli automobilisti italiani per l'intero 2012 a superare i 3.500 euro.

''Abbiamo visto di buon occhio la politica degli sconti nei week-end relativi ai prezzi dei carburanti attuata questa estate da molte compagnie petrolifere - dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI - alla vigilia delle vacanze estive, ed in momento economico difficile, questo ha consentito a molti turisti, sia italiani che stranieri, di spostarsi a costi certamente piu' accettabili''.

Oggi - aggiunge - ''ci preoccupa molto l'inversione di tendenza prevista in questi giorni, il rialzo dei prezzi alla pompa penalizza non solo coloro i quali hanno programmato le vacanze utilizzando l'automobile per raggiungere le localita' lontane dai luoghi di residenza, ma anche chi, non potendo spendere, ha scelto di fare il pendolare tra la citta' ed il litorale''.

L'automobilista, che in questo modo pagando di tasca propria viene sempre punito, per la sua 'amata' quattro ruote dovra' stanziare per il 2012 un budget superiore ai 3.500 euro tra carburante, manutenzione, parcheggio, autostrada, bollo, multe ed assicurazione.

E proprio su quest'ultima voce l'Automobile Club d'Italia ha recentemente presentato al Governo una proposta, volta a risparmiare fino al 40% della polizza, che si basa su 4 punti: allungare da 2 a 5 giorni il tempo per la visita del perito, ridurre da 2 anni a 90 giorni il termine per denunciare un sinistro, obbligo di analisi strumentali in caso del 'colpo di frusta', possibilita' di utilizzare solo officine convenzionate con la compagnia per la riparazione del veicolo.

''In tempo di crisi aumenta il numero di italiani che sceglie di partire utilizzando l'auto per contenere i costi o addirittura decide di non andare in vacanza - conclude Sticchi Damiani. Il maggiore esborso per il carburante e' tanto imprevisto quanto non procrastinabile ed obbliga la famiglia ad effettuare ulteriori rinunce durante le vacanze con il rischio di vedere, in parte, vanificati proprio quei benefici che dovrebbe essere la diretta conseguenza del periodo di ferie''.

 

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