“La proposta dell’ANIA di istituire un’agenzia antifrode per i sinistri auto è senz’altro condivisibile, a patto che non sia la solita operazione di facciata. E’ bene ricordare che in ogni compagnia di assicurazione che si rispetti c’è un ufficio antifrode, perché le truffe ci sono sempre state e sempre ci saranno. In realtà, finora è mancata la volontà di combatterle seriamente, perché è molto più facile aumentare i prezzi delle polizze, facendo così pagare agli assicurati onesti i costi delle truffe”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la proposta del Presidente dell’ANIA, Fabio Cerchiai.
“Secondo un’indagine dell’ISVAP riferita ai dati del 2005 -osserva Dona- in Italia sarebbero associati ad attività fraudolente oltre 90mila sinistri l’anno, il 3 per cento del totale, contro il 5 per cento della Francia ed il 10 per cento della Gran Bretagna. Se, come sostiene l’ANIA, il dato relativo all’Italia non è veritiero, qual è allora quello rispondente alla realtà? La risposta è fondamentale, dato che, da quando il mercato delle assicurazioni è stato ‘liberalizzato’ nel 1994, l’incidenza della ‘sinistrosità fraudolenta’ sui prezzi è diventata un fattore importantissimo, in quanto determina la differenza di prezzo di una polizza tra una provincia e l’altra e quindi fornisce la giustificazione degli aumenti tariffari che hanno reso l’Italia negli ultimi 15 anni il paese con le polizze RC Auto più care d’Europa”.

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