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La dieta mediterranea fa bene alla salute umana, all’ambiente e alla biodiversità. Ma, denuncia la Fao, cede sempre più spesso il passo al cambiamento di abitudini con pasti ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero

Sabrina Bergamini

La dieta mediterranea fa bene alle persone e al Pianeta. Alla salute umana ma anche all’ambiente e alla biodiversità, perché il sapere antico di cui è permeata è fondamentale anche per la gestione sostenibile del suolo e delle risorse idriche. Proprio la dieta mediterranea, però, è messa in pericolo da stili di vita alimentari che troppo spesso premiano cibo ad alto contenuto di zucchero, grassi e sale, pasti monotoni e troppo “ricchi” in un’alimentazione squilibrata che è grande fattore di diffusione dell’obesità e della cattiva nutrizione.

55mila controlli e oltre 390 notizie di reato. Bellanova: “Continuare a contrastrare la contraffazione e impedire che sulle tavole arrivino prodotti nocivi per la salute”

Francesca Marras

L’Italia è leader nel campo delle eccellenze agroalimentari con 861 prodotti riconosciuti dall’UE, ma sono anche tanti i tentativi di truffa e contraffazione a danno della qualità, della sicurezza alimentare e dell’ambiente.

55mila controlli, 513 interventi fuori dei confini nazionali e sul web; oltre 390 notizie di reato, circa 72 milioni di kg di merce sequestrata per un valore di oltre 301 milioni di euro.

Durante i processi di cottura degli alimenti possono formarsi diverse sostanze chimiche potenzialmente pericolose. Tra queste anche l’Acrilammide (ACR).  Si tratta di una sostanza naturale che si forma durante i processi di cottura ad alta temperatura ed è il frutto di una reazione tra aminoacidi e zuccheri. La sua presenza in molti alimenti (prodotti da forno, alimenti tostati e soprattutto nei fritti) è praticamente inevitabile. Si tratta però di una sostanza cui l’EFSA ha attribuito una potenziale attività cancerogena e genotossica ed anche neurotossica. Sulla base di questa valutazione l’UE ha pubblicato il  Regolamento 2017/2158 (entrato in vigore il 11 aprile 2018), cui si rimanda, e che definisce i valori limite per gli alimenti di produzione industriale. Tuttavia, anche se inconsapevolmente, tutti noi abbiamo assunto e ne assumiamo quantità più o meno rilevanti in funzione delle nostre abitudini alimentari.

Richiamo a scopo cautelativo per una serie di uova biologiche a marchio Olivero Claudio, Amadori, Cascina Italia e Conad-Verso Natura

23 Gennaio 2020 Sabrina Bergamini

Richiamo a scopo cautelativo per sospetta contaminazione microbiologica per una serie di uova biologiche. Il Ministero della Salute ha pubblicato i richiami di una serie di uova biologiche, di vario calibro, commercializzati con vari marchi, per una sospetta contaminazione microbiologica.

Il mensile Il Salvagente esce domani in edicola con un test su 21 campioni di latte fresco alla ricerca di residui di farmaci. “Il nostro interesse era sollevare un potenziale rischio rimasto finora nell’ombra per trovare soluzioni rassicuranti per i consumatori”, ha detto il direttore Quintili.

Silvia Biasotto

Un potenziale rischio finora rimasto nell’ombra. E’ quello della presenza, seppure minima e a norma di legge di farmaci come antinfiammatori, cortisonici e antibiotici nel latte. La rivista Il Salvagente ha presentato oggi alla stampa i risultati del test su 21 campioni di latte fresco e Uht i cui risultati sono pubblicati sul numero in edicola da domani del mensile. Tra i marchi analizzati ci sono Parmalat, Granarolo, Coop, Conad, Lidl, Esselunga e Carrefour.