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E’ molto diffusa l’opinione che i nostri alimenti siano pericolosi per la presenza di sostanze chimiche  intenzionalmente impiegate. Ci preoccupiamo per la presenza di additivi come stabilizzanti, conservanti, coloranti, aromatizzanti. Siamo terrorizzati dalla possibile presenza di residui di fitofarmaci nella frutta e nella verdura o anche di farmaci veterinari negli alimenti di origine animale. Dimentichiamo o non sappiamo che le varie sostanze sopra menzionate si possono impiegare soltanto perché hanno subito un vaglio da organismi scientifici e Autorità Sanitarie nazionali e internazionali che hanno definito nei dettagli le modalità di impiego in grado di assicurare la reale efficacia e, soprattutto, l’assenza di pericoli per i consumatori.

Sabrina Bergamini

È boom per la lievitazione lenta e naturale e per la pasta trafilata al bronzoPiace tanto la birra non filtrata. E nel grande mondo dei claim che conquistano le etichette dei prodotti alimentari, vanno tenute d’occhio le promesse di quei prodotti che si presentano col logo «rustico» e «non fritto». Mercato ad alto potenziale, con numeri piccoli ma che già promettono bene.

È il quadro che emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio Immagino. Su oltre 72 mila prodotti di largo consumo controllati, il 3% evidenzia in etichetta la tecnica o la procedura con cui è stato realizzato.

Come coniugare le esigenze di un’alimentazione varia, adeguata sul fronte nutritivo e che favorisca il benessere con la necessità di tutelare le risorse ambientali già oggi pesantemente sfruttate e ancora più a rischio considerando l’aumento incessante della popolazione mondiale? La risposta viene dal rapporto “Food-Planet-Health“, il modello alimentare “sostenibile“ elaborato da 37 esperti di 16 Paesi, che è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet: ridurre gli sprechi di cibo, aumentare il consumo di alimenti vegetali e scegliere le fonti di proteine animali più “efficienti”.

Rosso pesticidi, è la nuova inchiesta del mensile Il Salvagente che punta i riflettori sui pomodori. Quelli da mangiare freschi, d’estate. Un ortaggio che deve essere il più possibile pulito e libero da residui di trattamenti e pesticidi. La rivista ha così portato in laboratorio 12 tipologie di marchi differenti per verificare la presenza di metalli pesanti e pesticidi. Cosa è emerso? Campioni tutti regolari e solo due bocciati dalla rivista per la presenza di multiresidui. Sono proprio questi a sollevare le domande principali della testata: davvero un ortaggio ha bisogno di tanta chimica?

L’esposizione e alimentare ai fosfati potrebbe i livelli di sicurezza in lattanti, bambini piccoli e bambini che abbiano una normale assunzione di fosfati dalla dieta, e anche negli adolescenti con una dita ricca di fosfati. E andrebbero introdotti livelli massimi di fosfati consentiti come additivi negli integratori alimentari. È quanto dice l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha riesaminato la sicurezza dei fosfati. L’apporto totale che viene dal cibo potrebbe superare il livello di sicurezza, dice l’Efsa, che raccomanda inoltre di “introdurre livelli massimi consentiti di fosfati negli integratori alimentari per ridurne il contenuto come additivi, poiché i consumatori di tali integratori potrebbero correre dei rischi”.