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Metalli pesanti nei prodotti della pesca e micotossine nella frutta secca: questi i principali problemi sanitari riscontrate nella filiera dei prodotti alimentari finiti fra le segnalazioni del Rasff, il Sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi. Si tratta di una rete per notificare i rischi di salute pubblica legati ad alimenti e mangimi e quelli per la salute degli animali e dell’ambiente. Nel 2017 l’Italia è il primo paese per per numero di segnalazioni inviate alla Commissione europea con  548 notifiche, pari al 14,6 %. Durante tutto il 2017, attraverso il sistema Rasff sono state trasmesse 3759 notifiche a fronte di 2925 nel 2016, con un aumento del 28%. Fra le notifiche totali, sono 3401 quelle che riguardano l’alimentazione umana.

La maggior parte delle uova prodotte è destinata al consumo alimentare diretto. Una parte non trascurabile delle uova trova un uso industriale per ottenere diversi prodotti come il lisozima o gli ovoprodotti che trovano utilizzazione da parte dell’industria alimentare e/o dagli artigiani per la produzione di vari prodotti da forno, paste, dolci, ecc. Ci sono poi le uova per la riproduzione destinate ai “covatoi” da cui si ottengono i pulcini da introdurre negli allevamenti sia delle galline ovaiole, sia dei polli da carne.

Il pane preparato a partire da impasti congelati dovrà essere ben distinto da quello fresco, ovvero dal pane prodotto con un “processo continuo”. Non basterà più scrivere sulle etichette che il prodotto non può essere ricongelato. Da oggi, 19 dicembre, entra infatti in vigore il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 131 del 1° ottobre 2018. Viene così disciplinata la distinzione tra prodotti di panificazione freschi da quelli derivanti da prodotti congelati.

I deputati europei vogliono che l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare pubblichi i suoi studi sulla valutazione della sicurezza prima che un prodotto sia autorizzato per la vendita.

La proposta legislativa per consentire all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di lavorare in modo più efficiente e trasparente è stata approvata oggi dal Parlamento con 427 voti in favore, 172 voti contrari e 67 astensioni.

Quasi dieci allarmi alimentari al giorno nel 2018. Nei primi nove mesi dell’anno sono scattati 2654 allarmi alimentari, il 60% provocato da prodotti di origine extra Ue (dati Rasff). A partire da questi dati è stata lanciata a Bruxelles l’Iniziativa dei cittadini europei “Eat ORIGINal! Smaschera il tuo cibo” con cui si invita la Commissione europea a imporre la dichiarazione obbligatoria d’origine per tutti i prodotti alimentari al fine di impedire le frodi, tutelare la salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all’informazione.