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L’alimentazione è una necessità di cui nessuno può fare a meno. L’acqua, i carboidrati, i grassi, le proteine sono assolutamente insostituibili. Sono poi di fondamentale importanza   le vitamine, i sali minerali, gli “antiossidanti” che assicurano il corretto mantenimento delle funzioni vitali e che fanno parte dei cibi che possiamo definire “semplici”.

La maggior parte di questi alimenti possiede delle caratteristiche organolettiche specifiche che li rendono appetibili.

Per migliorare l’appetibilità i cibi sono sottoposti a trattamenti culinari che vanno dalla cottura al condimento con spezie che conferiscono sapori e odori gradevoli.

La bevanda più semplice e anche più salutare è l’acqua. Tuttavia sin dall’antichità l’uomo ha imparato a produrre e consumare le bevande alcoliche e in particolare il vino e, in misura minore, la birra. La situazione è rimasta immutata  per molti secoli fino a quando sono comparse le bevande analcoliche gassate e non, che hanno profondamente modificato il nostro modo di bere.

Oltre all’anidride carbonica, la novità più importante di queste bevande è stata la “dolcificazione” con lo zucchero. Il successo è stato enorme anche perché al bisogno primario della sete è stato aggiunta la piacevolezza “voluttuaria”. Negli ultimi decenni pesanti campagne hanno spinto molti a bere bevande gassate zuccherate anche in sostituzione dell’acqua  e durante i pasti.

Al ristorante, il rischio “tarocco” è sempre in agguato, soprattutto se si è in vacanza all’estero e si sceglie di mangiare in un ristorante italiano

Elena Leoparco

Pranzi, cene e regali: si andrà avanti così per almeno due settimane. Oltre ad organizzare riunioni mangerecce in casa, quasi 3 italiani su 10 durante le feste colgono l’occasione per mangiare in qualche ristorante alla ricerca dei piatti tipici della tradizione locale, nella propria città o in vacanza in Italia e all’estero.

È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ “Il Natale nel piatto” presentata in occasione dell’Assemblea nazionale, con la preparazione dei piatti sbagliati per aiutare a non cadere nelle trappole.

Le attività del nostro organismo sono rese possibili dall’assunzione dei nutrienti attraverso  il cibo. In modo molto grossolano possiamo dividerli in macronutrienti (proteine, carboidrati e lipidi ) e micronutrienti (vitamine, sali minerali, antiossidanti). Importanti sono ovviamente anche l’acqua e il calcio.

I diversi nutrienti debbono essere presenti nella nostra “dieta” in misura “equilibrata” e, sempre in modo grossolano, dovremmo consumare quotidianamente un terzo di proteine, un terzo di grassi e un terzo di carboidrati.

Le proteine hanno una funzione “plastica”, ovvero servono per “costruire” e mantenere integri sia i tessuti che costituiscono gli organi, sia tutti le sostanze “biologiche” che sono alla base dei processi vitali(ormoni, enzimi, acidi nucleici, ecc.).

Nessun allarme di contaminazione. Le raccomandazioni del Ministero della Salute per utilizzare correttamente l’alluminio

Elena Leoparco

L’alluminio contamina gli alimenti e fa male alla salute. Ed è subito allarme.

In realtà le cose non stanno esattamente così come molti giornali oggi hanno titolato. Si tratta infatti di una campagna di comunicazione del Ministero della Salute che punta a sensibilizzare i cittadini sul corretto uso dei materiali contenenti alluminio che vengono a contatto con gli alimenti.