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Buone notizie: vinta la sfida per ottenere più informazioni in etichetta! Dal 5 aprile 2018, infatti, sarà applicabile in Italia l'obbligo di indicare sull' etichetta dei prodotti alimentari la sede e l' indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento.

La nuova normativa (pubblicata in Gazzetta ufficiale la scorsa settimana) prevede un periodo transitorio per lo smaltimento delle etichette già stampate senza questa informazione. Poi si dovrà indicare la località ove si trova lo stabilimento stesso e anche del suo indirizzo, qualora l'indicazione della località non sia sufficiente ad indentificare in modo agevole l’mpianto produttivo.

Scatta definitivamente l’obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt. È scaduto infatti il termine di 180 giorni fissato per smaltire le confezioni etichettate con il vecchio sistema. Il decreto relativo all’Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, è stato approvato congiuntamente dai ministri delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, per dare attuazione al regolamento (UE) n. 1169/2011.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2017, n. 235, viene introdotto l’obbligo di indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento sull’etichetta o sul preimballaggio dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale o alle collettività.

Sino al 2014 in Italia era obbligatorio dichiarare la sede dello stabilimento dove vengono prodotti gli alimenti; con  l’entrata in vigore del Regolamento Europeo 1169/2011, che paradossalmente è nato per fornire informazioni complete ai consumatori, tale obbligatorietà è scomparsa. La ragioni di quanto avvenuto sono probabilmente da correlare al fatto che, nello spirito delle regole comunitarie, tutti gli alimenti, indipendentemente dalla loro origine, debbono essere sicuri e quindi non è necessario indicare il luogo in cui è stato prodotto. 

Le tossinfezioni alimentari si contraggono a seguito del consumo di cibo contaminato con microrganismi e/o di tossine da essi prodotti. Esistono circa 250 microrganismi tra virus, batteri e parassiti in grado di provocarle e ogni anno, nella sola Unione Europea, sono segnalati circa 500.000 casi. I sintomi più comuni sono febbre, vomito e diarrea. Nella stragrande maggioranza dei casi il decorso è benigno, ma quando ad essere colpite sono persone che hanno altri gravi problemi di salute, si può anche avere la morte.