Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

 

Una volta ci si limitava a scegliere cibi senza coloranti e senza conservanti. Un’epoca lontanissima nel tempo, perché ora il “senza” che si cerca nell’alimentazione si è ampliato a dismisura. Quello che c’è dentro la confezione di un prodotto – il packaging è importantissimo e le etichette, per alcuni consumatori, sono un must – deve essere un prodotto “senza”. O, come dicono i tecnici, free-from. Senza cosa? Senza grassi, senza zucchero, senza sale, senza glutine, senza farine raffinate, naturalmente senza olio di palma, e chi più ne ha più ne metta.

Dopo aver parlato di aflatossineocratossine e di tricoteceni, parleremo della patulina una micotossina prodotta da diversi funghi del genere Aspergillus e Penicillum. La sua scoperta risale agli anni ’40 quando molti ricercatori si dedicavano alla scoperta di nuovi antibiotici. In realtà la patulina risultò efficace contro diversi microrganismi, ma era anche tossica per gli animali e l’uomo. Di conseguenza venne abbandonata l’idea di un uso farmacologico.

Nel corso dell’Assemblea annuale del 2017 dell’Assica (Associazione italiana dell’industria salumiera) è stato presentato il rapporto del Censis sul consumo di salumi da parte degli italiani nel 2016. Dal rapporto risulta che circa il 96 % degli italiani mangia salumi; di questi circa il 60 % li mangia più volte la settimana e circa il 36 % qualche volta al mese. 

Abbiamo già parlato di cosa si intende quando si parla di frodi alimentari e di quali sono i tipi di inganno. Vediamo ora, sempre nell’ambito del progetto “No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi del Decreto 6 agosto 2015, quali sono le frodi più diffusi in relazione ai diversi alimenti:

L’indicazione dell’origine del latte in etichetta piace agli italiani. Secondo un’analisi di Coldiretti, l’attuazione del provvedimento è stato accolto positivamente dal 76% dei consumatori che lo ritengono un importante indicatore per la scelta dei prodotti. La percentuale di gradimento sale al 91% quando si parla di per yogurt e formaggi.