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La scuola è ormai ricominciata da più di un mese e con essa anche l’appuntamento con la merenda, un momento importante per la corretta alimentazione dei bambini, perché fornisce l’energia necessaria ad evitare i cali di attenzione tipici della tarda mattinata, oltre che contribuire a non arrivare a tavola affamati. Bevande e merendine confezionate sono una soluzione estremamente pratica per i genitori e tendenzialmente molto amata dai bambini. 

Da anni l’uso alimentare dell’olio di palma è stato al centro di accese polemiche sia perché la sua produzione comportava problemi di carattere ambientale, sia a causa del suo elevato contenuto di acido palmitico. Il problema ambientale è stato affrontato e probabilmente almeno in buona parte risolto mettendo sotto controllo le deforestazioni selvagge e introducendo misure maggiormente rispettose degli ecosistemi. 

Aumentano le allerte e le segnalazioni comunitarie di prodotti contaminati e pericolosi per la salute umana. Segnali di maggiori controlli o di maggiori pericoli? Secondo il Rapporto 2017 sul Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi pubblicato dalla Commissione Europea, quel che è certo è che l’Italia si distingue per essere il Paese che ha effettuato il maggior numero di notifiche a conferma di un sistema vigile e attenta sul fronte della sicurezza alimentare. E’ la Salmonella il rischio più segnalato, soprattutto per quel che riguarda la carne e il pollame proveniente dal Brasile.

Diversamente da ciò che avviene nei Paesi in via di sviluppo, dove le perdite di cibo nella fase del consumo sono in sostanza nulle, nei Paesi come il nostro le perdite maggiori avvengono nella fase del consumo.

In Italia, circa il 50% dello spreco generato nell’intera filiera agroalimentare avviene tra le mura domestiche. Una delle ragioni di tanto spreco è dovuto alla mala conservazione degli alimenti. Molti non sanno come suddividere il cibo in frigorifero e questo comporta una sua più rapida degradazione. Ogni prodotto, infatti, dovrebbe essere riposto nel giusto scompartimento del frigorifero ad una precisa temperatura per conservare  le sue caratteristiche e evitare che vada a male troppo presto.

La domanda dei consumatori: le uova fanno male al fegato?

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

È uno dei “falsi miti” alimentari più duri a morire. In realtà si tratta di una affermazione estremamente generica, ed anche ingenerosa verso un alimento importante come l’uovo, il cui valore nutritivo è elevatissimo. Non è vero che le uova facciano male al fegato.