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Il recente episodio di due turiste giapponesi che hanno dovuto esborsare a Roma oltre 400 euro per un pasto abbastanza frugale, è un ottimo stimolo per alcune considerazioni sui comportamenti da tenere quando mangiamo fuori casa. Ricordiamo che le regole per i ristoratori sono le stesse sia si tratti di una modesta trattoria di campagna, sia di un ristorante stellato.

Esistono sia regole che tutelano il nostro portafoglio, sia regole che ci garantiscono la salubrità del cibo. Dobbiamo anche tenere conto che abbiamo dei doveri nei confronti dei ristoratori che sono  quelli di rispettare il loro lavoro e, ovviamente, pagare il conto.

Come tutelare il nostro portafoglio

Tempo fa una persona aveva segnalato su “Tripadvisor” di aver mangiato in un ristorante una pizza ai funghi porcini “contaminati” da vermi. Il ristoratore ha portato in Tribunale l’autore della segnalazione citandolo per danni alla sua immagine. Recentemente è stata emessa una sentenza favorevole al ristoratore cui è stato riconosciuto un adeguato risarcimento. Sostanzialmente quindi è stato affermato che la presenza di vermi nei funghi è da considerarsi “normale”.

Cerchiamo di capire perché.

In questo periodo autunnale, grazie alle temperature ancora miti e alle piogge abbondanti, si verificano le migliori condizioni per la crescita dei funghi. Infatti sono molti i “raccoglitori” che si avventurano nei boschi; fioriscono le manifestazioni dedicate ai funghi spontanei e in particolare quelli porcini. Non sono però rari i casi di “contaminazione” di “vermetti” che  il consumo alimentare dei funghi.

Gli estrogeni, durante la vita fertile, hanno un ruolo fondamentale nel modificare la sintesi, la liberazione e il metabolismo di numerosi neurotrasmettitori, tra i quali la dopamina e la melatonina. Il decremento dei livelli di estrogeni fino alla menopausa conclamata si accompagna a numerose alterazioni, ad esempio in ambito vasomotorio e urogenitale, o nel sonno, con impatto anche sulla percezione della qualità di vita. In questo contesto, la medicina ha proposto nuovi strumenti di indagine e conoscenza per valutare lo stato di salute della donna e stimare meglio i potenziali benefici di terapie sostitutive. Negli ultimi anni si sono affermati i fitoestrogeni, sostanze che, oltre a rappresentare una buona alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, si sono dimostrate in grado di esercitare una spiccata attività antiossidante e antinfiammatoria.

Il termine “verace” evoca in molti di noi l’immagine di una vongola che ha a che fare con il Golfo di Napoli e che rappresenta l’ingrediente principe degli straordinari “spaghetti alle vongole”.L’autentica “verace” è la vongola indigena dei nostri mari Ruditepes decussatis; da una trentina di anni è stata introdotta negli allevamenti di molluschi del nostro Paese la Ruditapes philippinarum che si è perfettamente adattata e dà delle ottime rese e che è quella che più facilmente troviamo in vendita.

Bisogna sfatare un mito: le vongole che normalmente consumiamo sono quasi tutte di allevamento perché sono disponibili in abbondanza, costano meno e sono molto più sicure di quelle “selvagge” che possiamo trovare nei fondali dei nostri mari. Cerchiamo di capire perché.

Hanno fatto notizia le recenti sanzioni dell’Ordine dei biologi nei confronti dei comportamenti di alcuni nutrizionisti. Chi vantava di poter trattare malattie autoimmuni senza farmaci e chi propugnava la dieta paleo

Sabrina Bergamini

Si fa presto a dire dieta. Si fa presto, qualche volta, a incappare in regimi alimentari inadatti, che vantano successi “miracolosi” e proprietà terapeutiche inesistenti nei confronti delle patologie di cui si soffre. Qualche volta diventa facile anche farsi dare, dietro pagamento, profili alimentari online senza alcuna consulenza. Una serie di comportamenti durante l’estate hanno sollevato l’attenzione dell’Ordine nazionale dei biologi. Con altrettante sanzioni.